Okaro White è stato l’eroe difensivo della sfida contro Pistoia, con quella stoppata a fil di sirena che ha cancellato Hall e il tentativo disperato della squadra toscana di vincere la partita. Proprio il lungo virtussino appena ventiduenne e alla sua prima esperienza fuori dagli USA, ha eseguito un cambio difensivo da manuale, marcando perfettamente l’ala americana, cosa che raramente si vede fare ai giocatori che arrivano da oltre manica. La vittoria esterna è arrivata alla prima grande prova proprio del lungo bianconero, e forse non è una casualità. White racconta quegli ultimi istanti: “È stata una delle migliori partite alla quale abbia mai preso parte. Nell’ultima azione ho dovuto cambiare su Hall. Volevo stoppare il suo tiro, ma all’ultimo istante ha fatto un rapido passo verso di me per prendere contatto. A quel punto mi sono dovuto fermare ed evitare di saltare perché altrimenti avrei fatto sicuramente fallo. Alla fine è stato perfetto”. Ma White non è nuovo a queste stoppate decisive sulla sirena, da grande intimidatore d’area il quale è, narra una sua avventura all’higt school, in una partita di play-off; “Al College proprio contro Duke, nel mio primo anno, ho stoppato Nolan Smith e abbiamo battuto a sorpresa la squadra di Coach K”. White però non è soddisfattissimo del suo inizio di stagione: “In pre-stagione mi sentivo davvero bene, ma da quando è iniziato il campionato sono in uno slump”. Questo slump, ovvero periodo negativo al tiro, capita spesso ai rookie infatti Okaro era preparato e spiega: “Rimango positivo, anche se è pessimo non segnare mai. I miei compagni devono poter fare affidamento su di me come come tiratore ma nel frattempo mi concentro sulla difesa”. Dopo un arrivo in punta di piedi ad agosto, ora l’ala grande sembra essersi ambientata bene e il campo sta parlando per lui. A Pistoia dopo la sirena è corso incontro ai tifosi per abbracciarli e la cosa l’ha stupito un po’: “Sono dei fan davvero devoti e negli USA è dura trovarne di così fedeli, e così vogliosi di viaggiare al seguito della squadra. Sono il nostro sesto uomo”. Il lungo virtussino parla della prossima sfida, contro la capolista Venezia: “Sono una grande squadra e l’abbiamo visto in prestagione. Come dice sempre Valli, non esiste perdere in casa, e se succede, dev’essere una battaglia”. L’americano espone poi l’importanza dell'avere il capitano Allan Ray in squadra: “Avere Ray è fantastico, sai di potergli dare la palla e che avrà sempre la situazione in mano. Come uomo ci guida dal primo giorno, ricordandoci sempre che siamo qui solo per giocare a basket”. Sarà il pizzetto, sarà la struttura fisica, o sarà il ruolo, ma è impossibile non notare la somiglianza con il grande Kevin Garnett: “Me lo dicono tutti da sempre, persino mia madre a volte mi chiama “Lil’ KG”. Garnett è molto più ricco! Il mio preferito è Carmelo Anthony”. Nel suo tempo libero il baby Garnett gioca spesso ai videogiochi, come Call of Duty o Fifa, gioca on line con i suoi amici che stanno in America, per rimediare alla nostalgia della sua casa.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti