Lo sappiamo, la Virtus ha vissuto una delle stagioni più tribolate della sua storia, tra risultati sul campo ben al di sotto delle aspettative, debiti pregressi e ricapitalizzazione per rientrare nei parametri Comtec, tutto sta girando nella maniera peggiore possibile. Ma la Fondazione e l'attuale proprietà hanno un futuro da programmare, per una società dal passato glorioso che però non passa un turno di playoffs (nei casi in cui si è qualificata) dal 2007 e dal 2005 ha una media di posizionamento finale attorno all'ottavo posto. L'obiettivo è quello di mutuare il progetto di Reggio Emilia, al momento fiore all'occhiello sotto il profilo dirigenziale ma per farlo servono tempo, risorse e idee. Al momento la priorità è rappresentata dall'urgente ricapitalizzazione di 1.3 milioni che il presidente Villalta continua a dare per "quasi ultimata", mentre nella Fondazione dovrebbero esserci cinque nuovi innesti con Alfredo Cazzola al momento in stand by per alcune divergenze con un socio fondatore. Per quanto riguarda il roster, uno dei punti fermi della stagione, Dwight Hardy, potrebbe salutare la compagnia avendo ricevuto richieste da mezza Europa, con la sua agenzia americana che avrebbe ammesso l'idea del giocatore di esercitare l'opzione di uscita pagando la penale prevista.

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