I ragazzi di Giorgio Valli hanno retto discretamente l'urto del Pala Serradimigni e di una Sassari in lotta per qualcosa di importante, soprattutto fresca trionfatrice in Supercoppa contro Milano. I sardi sono squadra di Eurolega e per la Virtus aver retto per due quarti è sintomo di buona base da cui partire. Nessuno si aspettava un risultato positivo alla prima, ma tanti uno profondamente negativo al quarantesimo. Così non è stato, dopo l'intervallo lungo il divario era solo di due lunghezze e Sassari ha sostanzialmente dominato solo il terzo quarto, mentre l'ultimo periodo è stato equilibrato anche se condizionato da tanti errori da una parte e dall'altra. I segnali positivi ci sono tutti: predisposizione alla lotta da parte dei giocatori, buone individualità in un paio di soggetti e la consapevolezza che ai livelli delle squadre non di prima fascia ci si può stare. Certamente nel corso della partita sono arrivate amnesie difensive dettate forse ancora da un meccanismo che ha bisogno di essere oliato in alcuni suoi ingranaggi, ma richiedere la perfezione alla prima di campionato e con un roster giovane e totalmente nuovo era decisamente troppo. Ora Capo d'Orlando, nella prima vera sfida salvezza in cui sarà necessario "ripianare" subito il meno due e tenere possibilmente d'occhio la differenza canestri. Sarà la prima vera prova del nove, forse decisiva. Una sconfitta alla seconda (e con il meno due ancora sul groppone) potrebbe rivelarsi deleterio per il morale di tutta la truppa.

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