Una di quelle vittorie brutte e sporche, una di quelle partite che sono nate male e nelle quali ci si è poi rialzati sfruttando la forza di volontà e gli errori degli avversari. Ma per questa volta va bene così, perchè coach Vandoni lo aveva detto che quella di ieri sera non sarebbe stata una partita facile: “Abbiamo affrontato una squadra che punta a non fare giocare le avversarie piuttosto che imporre il proprio gioco, e non è mai facile affrontare una partita del genere. È un campionato strano, nel quale ogni settimana può sempre succedere qualcosa di nuovo”.
Anche ieri sera, la Fortitudo ha sofferto: è stata sotto per tre quarti, anche di 8 lunghezze nel secondo periodo, poi ha impattato negli ultimi dieci minuti e si è giocata la partita nell'ultimo giro di orologio; i tiri liberi e una stoppata nel finale di Matteo Montano hanno permesso ai biancoblù di vincere la terza partita consecutiva. È stata una gara complicata, perchè Lecco ha spesso spezzato il gioco e ha costretto la Fortitudo a non ragionare offensivamente. Con Lamma e Sorrentino fuori, ci sono stati ancora una volta tanti minuti per Montano, che è stato fuori dal gioco e in confusione nei primi tre quarti e, al contrario, decisivo nell'ultimo con 11 punti che hanno portato alla vittoria. Fino a quel momento Bologna era stata Samoggia-dipendente: il ragazzo ha chiuso con 23 punti dimostrando di non essere più nella fase di precampionato che tanto preoccupava Vandoni: “Sto meglio” - dirà il lungo a fine gara - “Sono al 75% e devo continuare a lavorare per arrivare al massimo. Mi rendo conto che faccio fatica in alcune situazioni, ma col tempo sarò recuperato del tutto. Per adesso va bene così, questa sera la palla è entrata e godiamoci la vittoria”.
Terza vittoria consecutiva e terza vittoria in casa, per una Eternedile che però non convince del tutto. Vandoni prova a spiegare così l'impatto negativo dei suoi: “Abbiamo iniziato malissimo, ci siamo accoppiati male, ma non è mai facile giocare contro squadre del genere. Siamo migliorati nel secondo tempo, ma abbiamo comunque continuato a sbagliare qualcosa. Sono arrivati i due punti, alla fine è quello che conta”. Già, la classifica continua a muoversi, ma il pubblico sta vedendo una Fortitudo non all'altezza delle aspettative: “È vero. Mi dispiace perchè la gente non sta vedendo del bel basket, ma intanto si vince. Sono piccoli passi, i conti si faranno alla fine”. Oltre ai due punti che fanno morale, al coach preme sottolineare anche un altro concetto: “Voglio rendere merito alla società per il lavoro che sta facendo con il settore giovanile. Questa sera Candi è stato in campo 20 minuti e ha trovato grandi soluzioni offensive, dopo avere dato l'esempio anche in difesa. Oggi c'è lui, domani magari ci sarà un altro. Per questo vanno i miei complimenti alla dirigenza”. E proprio sulle orme di quanto detto dal coach, è giusto sottolineare la prova del giovane Leonardo Candi: entrato in campo, ha messo in luce una grande carica agonistica che ha trascinato i compagni e ha anche segnato tre triple che hanno indirizzato la partita. Grande gara, giocata senza paura nonostante la giovane età: se il buongiorno si vede dal mattino, il ragazzo può avere un futuro importante, anche se è ancora molto presto per pensarci.
Archiviata questa vittoria, da oggi bisognerà concentrarsi sulla difficilissima sfida di domenica contro la capolista Udine, che ieri sera ha perso in casa contro Cento: “Sarà una gara bella e difficile. La vittoria esterna di Cento è ancora una volta la dimostrazione che in questo campionato niente è scritto e ci saranno sempre delle sorprese”. Sarà dunque una settimana di lavoro, necessario e dovuto. Si giocherà nuovamente al Paladozza, che anche ieri sera ha registrato 3.400 spettatori.
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