"Se avessimo perso e avessi giocato così bene, sarei stata la persona più scontenta di questo mondo". 26 punti: 5/9 da due, 4/6 da tre, 4/4 ai liberi, prestazione condita da 5 rimbalzi e 2 assist. Firmato Gennaro Sorrentino.
La guardia fortitudina alza la voce dopo il periodo no, che pare essere ormai un brutto ricordo. "Non ero un brocco prima e non sono un fenomeno da NBA ora - commenta Sorrentino - ho cercato di stare tranquillo e e ritornare ad un livello idoneo per poter aiutare la squadra. Siamo stati bravi ad essere pronti dopo due settimane senza aver giocato. Abbiamo inserito nel sistema di gioco alcune cose nuove che hanno permesso una migliore circolazione di palla. Samoggia? Nessun problema, lavoriamo tutti per la Fortitudo".
Il mercato e le voci di un addio, niente ha scalfito la sicurezza della guardia: "Non è cambiato nulla, ho lavorato tanto, come sempre. Il pensiero va a chi mi è stato vicino, non faccio nomi. Il pensiero più forte va ai tifosi. Dalla prima stagione 1999/2000, da quando sono arrivato, loro sono vicini a me. "O Sorrentino, bello guaglione", il loro coro mi mette una "fotta" clamorosa. Ho un debito con loro, sono uno di loro".
Sorrentino racconta un retroscena: "Sono una persona che, anche per l'educazione ricevuta, si appoggia molto alla religione. 'Aiutati che Dio ti aiuta', anche se Dio non può risolvere i miei problemi può comunque darmi la forza per lavorare meglio. E sono sempre più convinto che questa Fortitudo sia da promozione".
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