La sconfitta della Effe contro Udine brucia per diversi aspetti: persa l'imbattibilità casalinga e fallito l'aggancio alle zone alte della classifica.

"Non posso dire di essere deluso - confida Giuliano Samoggia - perché la squadra è stata perfetta per 25' contro un avversario, al momento, più forte di noi. Sono però molto arrabbiato, quando ti trovi in quella situazione la partita la devi vincere. Le tre sconfitte in sette gare non sono un risultato positivo, possiamo metterci un po' di sfortuna perché non siamo mai stati al completo. E' indubbio che il nostro gioco deve salire di qualità, poi bisogna aggiungere che il nostro è un girone molto equilibrato". Il rendimento del lungo romano ha portato Samoggia ad essere una sicurezza in squadra: "Essendo stati sempre contati, ognuno di noi ha avuto un ruolo molto importante. In carriera non ho mai guardato alle cifre, cerco sempre di essere utile alla squadra. Se fosse arrivata una chiamata dall'A2 l'avrei valutata, ma in questo ruolo spesso preferiscono un giocatore straniero. Penso di poter dare ancora tanto". Ovviamente ci sono anche molti aspetti positivi, soprattutto a livello umano: "Giocare con 4.500 che tifano per te è un'esperienza unica. Il calore della Fossa dei Leoni è un qualcosa che non si dimentica facilmente. Inoltre, quando sono arrivato, mi sono subito infortunato. Sapevo che ci sarebbe voluto un periodo lungo per guarire, tante persone mi sono state vicino, questo mi ha aiutato ad accorciare i tempi". Domenica si presenta una partita fondamentale, l'Eternedile deve vincere: "Anche se loro in settimana ingaggiassero Michael Jordan dovremmo tornare a casa con i due punti. Serve concentrazione, quella determinazione che abbiamo avuto a Cento".

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