Claudio Sabatini dopo le dimissioni irrevocabili da presidente della Fondazione Virtus è tornato a parlare, ecco le sue parole rilasciate al Resto del Carlino: "Il gioco di squadra secondo me è fondamentale, con Villalta non c'era sintonia e non credo fosse un segreto. Ritengo che club e fondazione debbano rimanere due realtà diverse ma quest'anno le cose non sono andate così". Uno dei dissidi è legato alla scelta di Minucci come presidente di Lega: "La storia insegna che fare le guerre al sistema non porta bene, Gazzoni è l'esempio più lampante. Ci sono 14 club che vanno in una direzione, andare contro corrente è un rischio. Ovviamente credo che Renato lavori per il bene della Virtus". Da escludere le dimissioni nate dall'intenzione di gestire o acquistare un altro club: "Non ho intenzione di acquistare altre realtà, l'unica nostalgia che ho è quella del settore giovanile. Avrei preferito lasciare la Granarolo al terzo posto in classifica ma questo non significa che il lavoro di Villalta sia da bocciare".
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