Ieri Reddic ha pronunciato le sue prime parole in bianconero ed è parso subito sicuro delle sue capacità cestistiche: “Sono felice, ed è quello che voglio far vedere in campo, mostrare le mie emozioni, trasmettere qualcosa. Quello che so fare lo vedrete sul parquet”. Il lungo statunitense dal fisico prorompente, cerca di mettersi alle spalle il suo debutto non certo entusiasmante nel campionato italiano e cerca un rilancio concreto a Bologna: “È un nuovo inizio, non vedo l’ora di cominciare, non mi preoccupa quello che non ha funzionato a Pesaro, quello è il passato, io sono concentrato sul mio presente”. Il ragazzo di Wiston-Salem dopo il College dove era considerato un fenomeno, ha fatto fatica a sfondare in America e dopo due anni si è trasferito in Europa. La sua conferma tra i professionisti è stata condizionata anche da un grave infortunio al ginocchio che gli fece saltare la chiamata NBA, ormai certa. Valli e il suo staff dovranno lavorare per rimettere in forma Juvonte, perché è arrivato un po’ sovrappeso da Pesaro: “Mi aspetto molte più vittorie rispetto a quelle ottenute a Pesaro, dove abbiamo fatto molta fatica. Adesso spero di vivere un’altra stagione”. Il sogno realizzabile del pivot bianconero rimane la NBA, non ha mai smesso di sperare in una chiamata dal campionato numero uno al mondo. Oggi all’Arcoveggio Reddic giocherà la sua prima amichevole con la canotta della Virtus proprio contro la sua ex squadra marchigiana, ma la cosa non lo spaventa, anzi lo entusiasma. Il ventiduenne si definisce così: “Sono un lungo ma posso correre, mi sento un giocatore abbastanza atletico e allo stesso tempo in grado di tirare bene. - il centro prosegue parlando del suo modello - Mi ispiro a Dwight Howard, mi piace il suo modo di giocare, è grosso e potente”. Forse Reddic è l’innesto che può garantire a Valli di aumentare le soluzioni di gioco.

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