Carlton Myers, vecchia gloria della Fortitudo Bologna, portabandiera dell'Italia alle Olimpiadi del 2000, presentatore di "Wild" su Italia1, neo-cristiano evangelico pentecostale, ci racconta il suo punto di vista sul basket italiano: "Il nostro basket non ha toccato il fondo con il cognome errato sulla maglia di Diener all'All Star Game: anche il mio lo sbagliavano spesso, la crisi non è solo nel basket, ma nell'intera società. La pallacanestro deve trovare delle valide alternative, magari cambiando la sua organizzazione. Eppure io non sarei così negativo, perchè il nostro continua ad essere il secondo sport più seguito”.

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Sul discorso stranieri: "Dicono che ci sono troppi giocatori stranieri nel nostro campionato. Io non ce l'ho con loro, visto che sono stati proprio gli americani a farmi maturare: Parker, Rivers e tanti altri. Senza queste figure la pallacanestro non sarebbe cresciuta, ma adesso il livello degli stranieri è scarso. I nostri talenti sono Belinelli, Gallinari, Datome, Bargnani, Gentile, Melli e tanti altri. È venuto il momento di fare una selezione dal punto di vista tecnico e anche umano".

Sugli italiani: "Devono darsi una svegliata, devono allenarsi duramente, senza subire gli stranieri, alzando la voce e facendosi spazio, per dimostrare di voler migliorare. Non bisogna accontentarsi".

Sul problema dei pagamenti: "La mia idea è: chi può disputare la Serie A bene, altrimenti giochi in un altro campionato. Non esiste che ci siano società che pagano con due o tre mesi di ritardo: bisogna dare un giro di vite e la crisi non può essere un alibi”.

Infine qualche curiosità personale: “Nel 1994 mi chiamarono i Knicks per un try out ma non risposi neanche perché non mi interessava. Tutto quello che mi è accaduto fa parte di un percorso divino di cui ringrazio Dio. Oggi sono un cristiano evangelico pentecostale e sono rinato”.

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