Partirà questa notte a mezzanotte e trenta ora italiana, l'avventura di Ettore Messina come assistant coach dei campioni in carica dei San Antonio Spurs. Prima dell'avvio del match (derby contro Dallas) la consegna degli anelli, simbolo di vittoria negli Stati Uniti per chi vince il campionato. Tra chi lo riceverà, c'è anche Marco Belinelli: "Abbiamo tanti infortuni - ammette Messina al Corriere di Bologna - Marco si è già ritagliato uno spazio ma sarà ancora più importante per noi. Sarà emozionato stasera quando verrà premiato, io resterò a guardare felice per lui". Da sempre, il sistema Spurs è riconosciuto nel mondo per la cura maniacale dei dettagli e di un modo di interpretare lo sport professionistico unico, in grado, soprattutto, di ottenere grandi risultati: "L'attenzione al dettaglio è incredibile, il lavoro fatto sulla squadra va oltre il discorso tecnico, c'è psicologia e lavoro meticoloso con tanti assistenti che curano i giocatori. Seguiremo il nostro schema tattico e mentale vincente, sappiamo che non dobbiamo sbagliare mai non avendo l'atletismo e la velocità di altre squadra. Non abbiamo margine di errore". Dopo dodici anni dai successi in Virtus, Ettore Messina torna ad allenare un grande campione: Manu Ginobili. "E' un uomo stupefacente, ha sempre la stessa voglia di vincere. E' un piacere stargli accanto, anche in allenamento, a 37 anni, se sbaglia qualcosa si arrabbia. E' una star assoluta, lo stesso ragazzo di dodici anni fa ma più maturo". Si passa, per concludere, agli obiettivi di squadra e personali: "Siamo i campioni, la gente si aspetta tanto, ora come ora siamo un po' indietro e speriamo di recuperare nel corso della stagione. Sarei contento di andare in finale perché mi piacerebbe viverla da dentro. E' difficile ma mai dire mai, e poi, quel ragazzo di nome Tim Duncan, ha molte risorse…".

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