Fa male perdere così, soprattutto quando per tutta la settimana ti alleni duramente, poi alla domenica dopo aver giocato divinamente per quasi tutta la partita, ti vedi sfuggire la vittoria proprio nel finale. La sconfitta contro Venezia fa male a tutto l’ambiente virtussino, in particolare a Valerio Mazzola che si è espresso proprio sulla sfida all’Unipol Arena che a comunque visto uscire le vunere a testa alta: “Dopo la gara di domenica siamo consapevoli di poter tenere testa ad una corazzata come Venezia, che è stata costruita per contrastare Milano, se avessimo vinto sarebbe nata in noi la consapevolezza di potercela giocare alla pari con un club di primissima fascia. - il lungo bianconero prosegue da vero leader - La differenza è questa: oggi torneremo ad allenarci magari arrabbiati ma non abbattuti”. Per due partite in fila, Valerio è uscito per cinque falli, una cosa che non può permettersi questa Virtus e l’ala ferrarese parla del suo problema: “Uno dei miei obiettivi è diventare un difensore migliore. Devo crescere e acquisire una maggiore credibilità agli occhi degli arbitri. - Mazzola spiega in cosa deve migliorarsi - Ci sono alcune situazioni in cui un contatto può essere interpretato in modo o nell’altro e a volte mi succede di essere sanzionato anche se all’interno della stessa gara un’azione simile da parte di altri non viene fischiata. A volte è il linguaggio del corpo a fare la differenza, io devo acquistare quello di un buon difensore”. Nonostante il buon inizio di stagione, tre vittorie su sei gare, il lungo bianconero rimane con i piedi per terra e guardare la classifica ora è un discorso prematuro: “I conti si possono fare solo alla fine, adesso pensiamo a Brindisi che avrà il dente avvelenato avendo perso a Cremona”. Il lungo è uno dei fedelissimi di Valli, come Ray, e spiega come l’americano abbia più libertà al tiro dato il talento a disposizione: “Giorgio non ti farà mai pesare un tiro affrettato se era un buon tiro e questo vale soprattutto per Allan che tra di noi è quello che ha il maggior talento e la maggiore esperienza, così come Simone a 18 anni sta facendo vedere il suo potenziale. Allo stesso tempo l’allenatore è il primo a dire che facendo un solo passaggio prima del tiro si vince raramente anche quando sei in giornata di grazia”.

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