Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore della Fortitudo, Federico Politi. Dante Anconetani ha promosso l'ormai ex vice di Tinti a ruolo di capoallenatore: una scelta dettata dal cuore, ed anche un premio ad un uomo che da ormai 20 anni lavora in Fortitudo. Il contratto è stato firmato fino a giugno, ma come ha detto Anconetani “se ci saranno i tempi e le situazioni ideali, per me lui può rimanere qui anche tutta la vita”.

Ecco l'intervento del presidente e di seguito le parole del nuovo coach:

“Per me nominare Federico come capoallenatore non è stata una sorpresa, magari lo è stata per qualcuno di voi. Gli avevo già chiesto ad agosto perchè non aveva mai voluto fare il salto in una squadra senior, e mi aveva detto che i tempi non erano ancora maturi per lasciare il settore giovanile. Ma adesso è arrivata l'occasione giusta. Sarei stato uno sciocco a non prendere minimamente in considerazione l'idea di potergli affidare la prima squadra. Sono 20 anni che lavora qui: penso che sia l'uomo giusto e sono certo che qualunque scelta farà, la farà per il bene della Fortitudo, al di là dei risultati che otterremo insieme. Gli faccio un grande in bocca al lupo, e voglio rassicurare tutti sul fatto che non è virtussino, come da qualche parte è stato scritto.”

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Cominciano poi le domande dirette al coach.

Cosa l'ha spinta ad accettare l'incarico da capoallenatore? “Ci sono stati due motivi fondamentali. In primo luogo la risposta dei ragazzi durante e dopo la gara di coppa di mercoledì: li ho visti sereni e carichi, mi hanno ascoltato e hanno messo sul campo quello che avevo chiesto loro. Durante i timeout li ho visti con lo spirito e le facce giuste, sempre concentrati e pronti. Non hanno mai avuto reazione negative dopo un cambio, mi è sembrato di andargli bene. In secondo luogo la fiducia che mi ha mostrato la società: magari la piazza si aspettava un nome diverso e di livello, e per me non sarebbe stato assolutamente un problema. Però Dante e tutta la dirigenza mi hanno trasmesso una pressione positiva, che è significata fiducia nei miei confronti. Non potevo non accettare.”

Si parla tanto di mercato. Pensa che chiederà qualcosa alla società? “È successo tutto talmente in fretta che non ho nemmeno avuto modo di pensarci. Devo dire però che da agosto ad oggi si è creato un certo tipo di legame con questi ragazzi. Quindi se ci sarà bisogno di migliorare qualcosa lo faremo, ma spero vivamente che non succeda. Un nuovo arrivo c'è stato, e già mercoledì mi è sembrato di vedere un miglioramento da parte di Verri. È un bel giocatore, lo conosco dalle giovanili, dove siamo stati sempre avversari: giocargli contro era un problema, deve diventarlo anche per chi affronta la Fortitudo. Nel complesso sono convinto che questa sia una buonissima squadra. Dobbiamo solo sporcarci un po' di più le mani, essere più cattivi in un girone nel quale conta più la cattiveria agonistica della qualità. Bisogna aiutarsi tutti, l'uno con l'altro per i quaranta minuti.”

Pensa che imposterà la Fortitudo in maniera diversa o darà continuità al lavoro di Tinti? “Vi leggo qualche statistica. Siamo secondi nella percentuale di tiro da due punti, primi nella percentuale totale dal campo, siamo il terzo miglior attacco del campionato, primi per rimbalzi offensivi, primi per rimbalzi totali e primi per valutazione. Forse qualcosa di male non è stato fatto, tenendo anche conto che il nostro è un girone decisamente equilibrato, dove l'ultima può benissimo battere la prima in classifica. Poi ci sono anche due statistiche che non mi piacciono, ovvero le pessime percentuali ai liberi e il fatto che siamo ultimi nei falli fatti. Questo vuole dire poca voglia di lottare e di sbattersi per il compagno. È qui che voglio intervenire.”

Qual'è l'obiettivo di questa Fortitudo? (A questa domanda risponde Anconetani) “L'ho detto fin dal primo giorno: in primis viene il fatto di mettere a posto la società, il campo parlerà di conseguenza. Non parlo di promozione, quello che voglio è vedere la squadra lottare per salire di categoria. Se ci riusciremo bene, se non ce la faremo, ma saremo protagonisti fino alla fine, non sarà un problema”.

Si dice che Tinti abbia avuto poco polso. Lei come si comporterà? “Devo essere onesto: io caratterialmente sono molto simile a Toto. Se i ragazzi hanno capito la lezione io non dovrò cambiare, e ne gioveremo tutti quanti. Se invece qualcosa continuerà a non andare, allora sarò io a comportarmi diversamente. Ho anche chiesto alla società di prendere dei provvedimenti duri nel caso ci siano delle situazioni difficili. Io vorrei continuare ad avere lo stesso tipo di rapporto con i ragazzi, anche se non sono più il “vice”: ma mi rendo conto che non sarà facile e che per certi versi non è neanche giusto”.

Vede premiato il suo lavoro? “Ormai sono 20 anni che sono qui, quando fui chiamato da Breviglieri, e Finelli mi diede in mano una squadra. Da allora ne ho sempre allenata almeno una. Sì, in un certo senso vedo premiato il mio lavoro. La Fortitudo mi ha dato tanto, ma io penso di avere dato tanto anche alla Fortitudo. In questi anni non ho mai mollato: con Seragnoli era facile, vincevamo, c'erano i soldi e i mezzi. Negli ultimi tempi, invece la situazione era ben più complicata: mancavano i soldi e andavamo a fare le finali nazionali senza sapere se avremmo potuto pagarci gli alberghi dove dormire. Ma nonostante questo io ho sempre dato tutto me stesso, e penso sia giunto il momento di provare a fare il grande salto”.

Che atmosfera vive nello spogliatoio? “Bella. C'è tranquillità e calma. I ragazzi sono sorridenti, prima c'era qualche sguardo che non si incrociava più e questo non andava bene. C'era qualche problema tecnico che si trasportava sul rapporto personale: ma questo è un bel gruppo, spesso i ragazzi escono assieme, sono affiatati.”

Ha ricevuto qualche SMS particolare? “Ne ho ricevuti tantissimi, devo ancora finire di ringraziare per i pensieri positivi che molti mi hanno scritto. Ho avuto i giorni abbastanza impegnati.” Chiude Dante Anconetani con un pensiero chiaro e diretto: “Federico è un patrimonio di questa Fortitudo. Adesso è il capoallenatore della prima squadra, ma fino a quando ci sarò io, ci sarà anche lui. Facendo un esempio calcistico, non voglio che diventi uno “Stramaccioni”, che dopo la bella parentesi all'Inter, dopo tutti hanno dimenticato. E infine, volevo assicurare tutti sul fatto che la società non è nel caos: io ho le idee chiarissime e non sono in confusione, come qualcuno di voi pensa.”

Ecco dunque quanto è venuto fuori in questa prima conferenza stampa del nuovo allenatore, al quale va un grande in bocca al lupo. La piazza aspettava un nome forte, la società ha scelto la soluzione interna: starà ora a Politi dimostrare ai meno fiduciosi che la decisione presa da Anconetani è quella più corretta.

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