Ci sono più fattori sui quali recriminare, dopo questa mancata qualificazione alle finali di Coppa Italia: non avere gestito bene il finale nella gara di andata, avere dormito per i primi due quarti questa sera, e l'essersi accesi solo nel finale quando la situazione era già compromessa. A questo uniamoci la pazzia di Spizzichini che sarà senza dubbio un buon giocatore, ma non può permettersi di compiere certi gesti: il secondo antisportivo gli è costata l'espulsione e ha permesso a Legnano di tornare in gara in un momento per lei difficile.

Finisce 71-59 e la Fortitudo saluta quindi la possibilità di andare alle finali di Rimini. Ci andrà invece Legnano che, per come ha giocato, ha meritato il passaggio del turno.

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Il primo quarto è subito una lenta agonia per la F che però comincia bene cercando il solito Spizzichini sotto le plance. Ma Legnano gioca con un altro agonismo (e l'11-3 a rimbalzo a fine primo quarto, indica l'evidente disparità di cattiveria in campo) e si comincia a crollare. Sotto di 9 verso la fine, si prova a reagire con De Min che prima fa 2/2 ai liberi, poi però viene stoppato e consente la transizione avversaria, conclusa con la schiacciata di Cazzaniga che vale il definitivo 26-13 alla prima sirena.

Nel secondo quarto la F sembra partire un po' meglio, grazie ai due punti di Caroldi. Legnano però fa 2/2 ai liberi, prima che gli attacchi si addormentino e non si segni più per una vita. Bene per i padroni di casa, che hanno un buon margine di vantaggio, e tornano a realizzare con due canestri di fila ancora di Cazzaniga. Pederzini e Spizzichini provano un po' a ricucire la distanza ad un minuto dalla fine, ma sul 36-21 a fine primo tempo la situazione si fa abbastanza critica.

Ad inizio terzo quarto Milani infila subito una tripla, alla quale però Caroldi risponde per le rime. La Fortitudo torna in partita e segna con Pederzini e Caroldi. Con l'inerzia tutta nelle mani dei biancoblù, però, Spizzichini scalcia a rimbalzo, rimedia il secondo antisportivo e la conseguente espulsione. I liberi e possesso portano a Legnano 4 punti ed il +15, che diventa +18 con l'ennesima tripla. Cambia totalmente l'andamento della gara, i padroni di casa torna a dominare e la Fortitudo torna in letargo. Il +20 è firmato da una schiacciata di Arrigoni e il quarto si chiude sul 57-37.

Sembra di rivivere la sfida contro Tortona in casa, sotto di venti e senza speranze. In questo quarto bisognerebbe avere un parziale con 18 punti di vantaggio per passare il turno. Ci prova De Min e dopo di lui Sabatini va a rubare e ne fa altri due veloci. Legnano sbaglia l'impossibile ma la Fortitudo non fa di meglio. Poi in un lampo si torna sotto di 12 (9 per lo scontro diretto) con due di De Min e una tripla di Verri. La Fortitudo è calda e un'altra tripla di Verri riapre totalmente i giochi. A due minuti dalla fine Sabatini ha una bomba aperta che vorrebbe dire il -2 nello scontro diretto, ma la sbaglia. Ecco allora che si riaccende Tavernelli, che 5 punti di fila e chiude la gara. I falli sistematici nel finale non servono, la Fortitudo perde di 12 e viene eliminata.

POLITI AI MICROFONI. È un commento amaro quello del coach biancoblù: “Guardando le cifre si vede come loro siano stati molto più aggressivi di noi. Hanno preso più rimbalzi, frutto di voglia e determinazione. Le percentuali dal campo sono più o meno le stesse, ma loro hanno preso 14 tiri più di noi e questo giustifica il loro vantaggio. E poi i tiri liberi: ne abbiamo sbagliati 6, in una gara così sono troppi. Mi aspettavo che loro ci attaccassero e difendessero forte, noi siamo crollati nei primi due quarti, anche se eravamo partiti bene. La gara è stata decisa tutta nel primo tempo e la nostra reazione finale non è bastata. Non commento l'espulsione di Spizzichini, ma ci abbiamo perso tanto. Con lui in campo, con una squadra più aggressiva e più pesante le cose, forse, sarebbero andate diversamente.”

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