È terminata la stagione della Virtus e vedendo alcune prestazioni delle V nere verrebbe da aggiungere meno male. L'inizio, però, aveva fatto presagire tutt'altro, la Virtus si era ritrovata addirittura in testa alla classifica, ma dopo la sconfitta interna contro Venezia è iniziato un vero e proprio blackout della squadra allenata da Bechi prima e da Valli poi, basti pensare che la Virtus fino a quella gara aveva collezionato 10 punti e da lì in poi è riuscita a racimolarne solo altri 12. 12 in 24 partite sono decisamente troppo pochi, anche se va detto che il progetto iniziale era quello di far crescere i giovani, e vedendo i minuti che si sono guadagnati Imbrò e Fontecchio, è stato rispettato. Il primo tuttavia è stato sfortunato, e l'infortunio al ginocchio lo ha tenuto fuori per gran parte della stagione, togliendo alla squadra un valido cambio per il play. Nonostante ciò, la stagione della Virtus nel complesso resta comunque fallimentare, basta guardare il piazzamento finale per capirlo. Vi proponiamo le pagelle di tutti i giocatori passati in maglia bianconera quest'anno.

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Oggi ci soffermeremo su Ware, Warren, Hardy, Gaddefors, Imbrò, Walsh, mentre le prossime pagelle saranno rispettivamente su Fontecchio, Ebi, Jordan, King, Motum e Landi, e le ultime sui due allenatori Bechi e Valli.

WARE voto 4,5 Fino alla partita contro Venezia era sembrato anche un buon play, ma si sa a volte l'apparenza inganna. Non voglio giustificarlo con il fatto che abbia sofferto la fisicità della Serie A, visto e considerato che, per citarne uno, nel girone di andata lo abbiamo visto tenere perfettamente Langford in alcune situazioni di uno contro uno con il giocatore di Milano. Il suo problema è stato soprattutto mentale e caratteriale: nei momenti decisivi sembrava quasi aver paura di prendersi le responsabilità e più di una volta nelle azioni importanti ha scaricato la palla costringendo la sua squadra all'infrazione dei 24 secondi. La sua è stata una regia confusa, non è mai riuscito a mettere in ordine la squadra, mostrando un'evidente mancanza di leadership, e a questi livelli non puoi permetterti tali lacune. I tifosi virtussini ricorderanno quella palla persa sanguinosa contro Roma nei momenti decisivi della partita, e non è l'unica giocata da mani nei capelli della sua stagione. CONFUSO

WARREN voto 6- Sicuramente più fisico del suo predecessore, era partito bene, anzi benissimo nelle prime partite in cui ci aveva indotto a pensare che la Virtus avesse trovato il tipo di play di cui aveva bisogno: assist con "palle parlanti" (ad Avellino il suo high con 8), una visione di gioco eccellente e letture sia offensive che difensive quasi perfette. Poi ha inanellato una serie di prestazioni negative contro Pesaro e Pistoia, partite nelle quali ha prodotto un'enormità di palle perse, con una regia confusa, degna del peggior Ware, per poi tornare ai suoi livelli contro Cantù. Va detto comunque che ha avuto a disposizione non molte partite per far vedere il suo vero valore, e nel complesso il suo apporto alla causa virtussina è stato più che positivo. Se il Warren vero è quello delle prime partite merita la riconferma anche per la prossima stagione. PLAY VERO

HARDY voto 7,5 Terminale offensivo mostruoso, che il più delle volte si è ritrovato a dover portare avanti la baracca da solo. 24 punti in 31' con 10/11 dal campo e 28 di valutazione, si era presentato così ai suoi nuovi tifosi nella prima gara dell'anno contro Sassari all'Unipol Arena, poi ha proseguito sempre a questi livelli durante la stagione. Poche volte ha fornito prestazioni negative ed è stato indubbiamente tra i giocatori più continui della stagione virtussina. Ha fatto vedere canestri di pura classe e nei momenti caldi c'è sempre stato, non avendo mai paura di assumersi responsabilità. Dispiace che alcuni si ricordino più quel tiro libero a Pesaro che non la sua strepitosa stagione: un errore non cancella ciò che di buona ha fatto vedere. Uno dei pochi a salvarsi nella disastrosa stagione virtussina, si parlava di riconferme lui è uno dei primi che la meriterebbe. Ha un contratto biennale, ma con opzione di uscita a favore di entrambe le parti al termine della prima stagione, farlo rimanere sarebbe un bel colpo, o meglio, quasi un dovere. CERTEZZA

GADDEFORS voto 5 Anche per lui un ottimo inizio di campionato, ma poi si è perso, sprofondando nell'anonimato. Qualche buona prestazione nel finale di stagione e nulla più, peccato,perché poteva essere l'anno della sua consacrazione invece è rimasto nella mediocrità. Gli è mancato lo spunto del giocatore che in campo riesce a fare la differenza. Le potenzialità atletiche e fisiche le ha, ma più di una volta si è avuta l'impressione che giocasse quasi controvoglia e con sufficienza. In ogni caso nella stagione ha fatto vedere anche buone cose, soprattutto i fase difensiva, una su tutte una delle sue specialità: intercettare il passaggio e andare in campo aperto. ANONIMO

IMBRÒ voto 6 Sfortunatissimo il capitano, che quando si stava ritagliando più spazio ha subito l'infortunio che lo ha costretto a stare fuori fino alla fine della stagione. Quando è entrato in campo ha sempre portato intensità e la sua miglior partita è stata quella a Roma con una tripla in uno dei momenti chiave della gara. A volte ha prodotto prestazioni non molto esaltanti, ma ha tutto il tempo per migliorare. Si parlava del progetto della Virtus di far crescere i giovani, con lui e Fontecchio la missione è riuscita alla grande. Adesso si aspetta il suo rientro l'anno prossimo per vedere cosa sarà in grado di fare al suo secondo anno consecutivo in serie A, gli elementi perché sia protagonista ci sono tutti. IL FUTURO

WALSH voto 7 Mezzo voto in meno per alcune prestazioni in cui ha forzato troppi tiri e ha fatto scelte offensive alquanto rivedibili. Nonostante ciò Matt è stato l'ultimo ad arrendersi in quasi tutte le gare, mostrando la sua indole da guerriero che non ci sta a perdere neanche durante le partitelle di allenamento. La mentalità è quella di un vincente e il più delle volte lo ha dimostrato, anche con richiami ad alcuni compagni in campo, ma tutto per il bene della squadra. Ha pagato all'inizio il cambio di allenatore visto che con Bechi era particolarmente legato, poi è tornato il solito Matt che trascina la squadra nei momenti di difficoltà. Quando la palla scottava uno degli indiziati per ricevere gli assist dei compagni per i tiri decisivi è stato proprio lui, e nel corso della stagione ha fatto anche ricredere chi sosteneva che giocasse da solo. Se qualcuno ha ancora dubbi a riguardo di vada a rivedere lo splendido assit per Warren a Avellino. Più di una volta è stato l'mvp delle partite della Virtus, parlavamo di conferme: preparate un altro contratto! LEADER

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