Daniele Grilli non ha ancora mostrato le sue qualità in maglia Fortitudo, la guardia tiratrice ex Alessandria fino adesso ha stentato, ma è sicuro di aversi messo il peggio alle spalle.

“Sono serenissimo perché sento la fiducia dell’allenatore, dei compagni e dei tifosi. La nostra è una squadra importante, composta da dieci giocatori, ognuno sa che deve mettersi a disposizione. Poi è normale che un tiratore come me, quando fatica a fare canestro, ne risenta, ma so che prima o poi la palla entrerà”.

Un momento di difficoltà, ma Grilli ci aveva abituati a ben altre cifre: “Vengo da una stagione in cui (Alessandria) segnavo 20 punti di media a partita, avevo altri numeri perché ero il primo riferimento offensivo. Qui è diverso, tutti siamo importanti. Se mi dicessero che continuando a fare 5-6 punti di media a partita la Fortitudo sarebbe promossa, firmerei subito. Per me le squadra viene prima di tutto”.

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L’Eternedile ha chiuso il girone d’andata al quarto posto, il mercato si avvicina ma Grilli non ci pensa: “Non credo che questa squadra abbia bisogno di rinforzi, siamo coperti in tutti i ruoli, dal play al pivot. Quando io e Gennaro ci sbloccheremo, poche squadre saranno complete come noi. In carriere ho sempre giocato meglio durante il girone di ritorno, è accaduto anche l’anno scorso ad Alessandria. Basterà fare le cose semplici, un canestro in contropiede o una tripla in uscita dai blocchi e vedrete che la situazione si risolverà”.

Il numero 10, orgoglio romano e una curiosità: “Il numero 10, lo stesso che portava Carlton Myers, per me è sempre stato un modello. Un grande giocatore con molto cuore, un grande tiratore che sapeva fare tutto. Paparella mi soprannominò ‘Pupo’, come Totti, che è il ‘Pupone’. Sono nato a Roma, tifo Roma ed avevo la 10. Ma io scelsi quel numero per Myers”.

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