Con l’arrivo di Boniciolli, la Fortitudo ha ritrovato il suo pivot. Alessandro Mancin si è distinto nel match con Desio 21’42’’, 7 punti, con 37% al campo, 7 rimbalzi, 1 assist e 1 stoppata. Ecco le parole del pivot rilasciate al Corriere dello Sport Stadio: “Sono molto contento della mia prestazione, ma ancora di più dell’arrivo di Boniciolli e che un allenatore di livello mondiale come lui creda in me. Mi sta dando spazio, responsabilità, fiducia. Mi sta facendo giocare. E sono contento. non nego che prima non lo fossi per tante cose. Sapevo, all’inizio della stagione, che sarei arrivato in un gruppo molto forte, che avrei dovuto guadagnarmi i miei minuti, ma poi non mi è stata data questa possibilità -prosegue Mancin- con Vandoni non era nato un buon rapporto. Non abbiamo mai avuto screzi, tra noi c’era un rapporto professionale. Io mi impegnavo sempre al massimo, ma non bastava. Mi dispiace non essere riuscito a non fargli cambiare idea: lui ha sempre preferito atri a me”.
Con Boniciolli la squadra è cambiata: “Adesso siamo molto più aggressivi e pronti a vincere la partita in difesa prima che in attacco. Per riuscirci devi entrare sul parquet con una mentalità diversa a quella che avevamo prima. Boniciolli mi ha motivato, mi ha detto di stare pronto, che nella sua pallacanestro ci sarà sempre un lungo in campo e che avrei diviso i minuti con Iannilli. E di entrare, difendere, stoppare, prendere rimbalzi e segnare sotto canestro”. E Mancin le ha fatte bene contro il Desio, guadagnandosi i cori della Fossa dei Leoni. “Non era la prima volta, ma per me è stato comunque un grande onore. Questi tifosi hanno cantato per gente che ha vinto campionati, e l’Eurolega. Sentire l’appoggio della Fossa è un privilegio”
© RIPRODUZIONE RISERVATA