Nella serata in cui si aspetta ancora il nome del nuovo coach (e più di uno spera nell'arrivo di Salieri), la Fortitudo guidata da Federico Politi vince contro Legnano l'andata dello spareggio della Coppa Italia. Vince, ma spreca un vantaggio che poteva essere più largo e che non dà quindi certezze sulla gara di ritorno. Finisce 64-61, con i biancoblù che, sopra anche di 12, nell'ultimo periodo si fanno rimontare e vedono il loro margine diminuire. Ci sarà dunque un rematch del tutto incerto, con la speranza che la dormita finale non vada ad incidere in maniera importante sulla qualificazione.
Politi un po' a sorpresa (ma forse neanche troppo) lascia a sedere ancora una volta Serravalli e cambia il quintetto base, inserendo Fin e giocando con Spizzichini da centro (si scoprirà dopo che c'è stato un errore al tavolo dei giudici di gara). Pronti via ed è un monologo firmato Venturelli che segna i primi sei punti dei biancoblù. Ma Legnano non ci sta e rimane attaccata alla partita. La Fortitudo ha però con tanta intensità, una dote che sembrava sparita nelle ultime giornate. E questo incide anche sul gioco di squadra: ancora un assist di Venturelli per la schiacciata di Spizzichini e poi una tripla di Fin, costringono gli ospiti a chiamare timeout. I biancorossi escono meglio dal minuto di sospensione e accorciano le distanze, fino ad arrivare a -1. Ma nel finale del quarto, palla a Sabatini con 3 secondi per un tiro: palleggio, arresto, tiro e tripla di tabella non dichiarata. È ormai il suo tiro ed è il canestro che vale il 22-16.
Nel secondo quarto continua la buona gara dei biancoblù. Spizzichini a rimbalzo ci mette voglia e determinazione, sembra davvero un altro giocatore rispetto alle ultime uscite. Legnano però è una buonissima squadra e lo dimostra, approfittando di due errori sotto canestro dei biancoblù. A metà del quarto gli ospiti completano la rimonta e trovano il vantaggio sul 24-25. De Min impatta dalla lunetta e Verri trova un pallone illuminante sotto canestro per Venturelli che deve solo appoggiare e ringraziare il compagno. Gli uomini di Politi continuano a dominare la gara e chiudono il primo tempo sul 35-29, dopo un mini break di allungo.
Nel terzo periodo è ancora Venturelli a fare la voce grossa: prima un canestro e fallo e poi un tiro in allontanamento, portano ad un parzialino di 5-0 che consente alla F di scappare. Fin mette una tripla prima del timeout ospite, e al rientro ne mette un'altra. È l'apoteosi, in un Paladozza che non fa il tutto esaurito ma che mantiene sempre un clima piuttosto caldo. Il massimo vantaggio viene toccato sul +12, poi la Fortitudo comincia ad addormentarsi e subisce un parziale di 8-0 e il quarto si chiude sul +4: 49-45.
L'ultimo periodo si apre con l'esultanza liberatoria di Verri dopo una tripla e con una Fortitudo che grazie a 4 punti filati di Pederzini riprende in mano le redini della gara. Il vantaggio si continua ad aggirare attorno ai 10 punti, poi però si ritorna in letargo. Legnano segna, la Fortitudo no, ma il vantaggio rimane comunque discreto sul +6. A 6 secondi dalla fine, Spizzichini commette un fallo abbastanza ingenuo su un tiro da 3 e i liberi avversari suggellano il risultato finale sul 64-61.
LE INTERVISTE. Si presenta chiaramente Politi ai microfoni: “Volevo intensità, sia davanti che dietro, cosa che era mancata nelle ultime due gare. In allenamento abbiamo corso tanto, senza lavorare troppo sulla tattica. Fin in quintetto è stato un errore del tavolo, io volevo partire con De Min: uno ha il 14, l'altro il 15, e anche i cognomi sono simili. Ma non è stato un problema iniziare così. Io confermato come capoallenatore? Sono da sempre in Fortitudo e per me è stata una soddisfazione, ma amo lavorare con i giovani. Ma se mi chiederanno di rimanere lo farò eccome, ma sono consapevole del fatto che da un giorno all'altro può arrivare un nuovo coach. Oggi abbiamo lottato, abbiamo rispettato il pubblico. Se avessimo perso di 20 ma lottando e sbucciandoci le ginocchia, sarei stato contento. Volevo vedere 20 palle perse ma causate da voglia di fare e spirito giusto: sono state 21, vuole dire che mi hanno ascoltato.”
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