Simone Fontecchio, ha rilasciato una lunga intervista al "Resto del Carlino", in cui ha parlato della Virtus, e ha fatto capire, per chi avesse dubbi, che tipo di giocatore è: uno di quelli "testa bassa e pedalare" che lavora per migliorare allenamento dopo allenamento. " Quando si gioca in una squadra i minuti bisogna guadagnarseli durante la settimana, a maggior ragione se si è giovani come il sottoscritto. Questo era quello che dovevo fare prima ed è quello che dovrò fare da qui alla fine del campionato". Ha parlato anche del suo infortunio: " Sto lavorando per riprendere la forma, ma non è una cosa automatica: sapevamo che ci voleva un po' di tempo, periodo che io spero sia finalmente finito". Poi sul momento della squadra: "Non va dimenticato che la nostra flessione è arrivata quando le rotazioni si sono accorciate. Le rotazioni corte ci hanno costretto a chiudere le gare con poca lucidità". Poi sul suo futuro e su quello della squadra: "C'è un percorso che già dall'inizio prevedeva la disponibilità da parte del club a vedermi crescere. C'è un difetto che ancora non siamo riusciti a correggere: quando giochiamo in trasferta subiamo troppo all'inizio e poi dobbiamo fare uno sforzo importante per recuperare. A Sassari dobbiamo partire con un altro passo. Per il resto dobbiamo solo recuperare un po di condizione: abbiamo dimostrato di essere una buona squadra, ma in alcune situazione c'è mancata un po' di fortuna". Chiusa finale sulla convocazione in azzurro e sul suo modello di giocatore: "Sono sorpreso dalla convocazione, non me lo aspettavo ed è una cosa che mi onora molto. Cercherò di impegnarmi al massimo. Considero Kobe Bryant uno dei migliori cestisti in attività, così come da piccolo guardavo le vecchie partite di Michael Jordan. Sono campioni e mi sembra eccessivo parlare di modelli. Cerco di seguire soprattutto i consigli di chi mi allena e dei compagni che hanno più esperienza"

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