Sembrava dovesse restare ai margini delle rotazioni, solo pochi minuti e garbage time per lui, invece Gino Cuccarolo si sta imponendo e continua a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore nelle gerarchie della Granarolo. "Valli è un coach di parola, tutti gli allenatori dicono che va in campo chi lo merita, solo che lui mette in pratica queste parole. L'esempio è il minutaggio di Fontecchio - spiega il lungo - Simone ha solo 18 anni, ma lavora con grande impegno e una volta concluso l'allenamento si esercita al tiro. Tutto questo gli frutta la partenza in quintetto". L'ex Treviso non si nasconde: "E' stato complicato tornare in Serie A, c'è un abisso con la seconda lega. Sono diversi i carichi di lavoro ed il talento degli avversari. La distanza è tanta, volevo però tornare nel massimo campionato e anche per questo ho detto subito sì alla Virtus". Il rendimento delle V nere è altalenante e discontinuo, sia con Sassari che con Cantù la Granarolo è rimasta in partita per mezz'ora, Cuccarolo lo sa: "Siamo un gruppo con un ampio margine di miglioramento, con Capo d'Orlando e Caserta abbiamo dimostrato di saper sfruttare il fattore campo. Dobbiamo riprodurre in partita il livello di pallacanestro che esprimiamo durante l'allenamento, potremmo diventare una delle sorprese del campionato. I conti però si fanno alla fine, domenica c'è Pistoia e dobbiamo concentrarci su quello. Sulla carta loro sono una buona squadra, l'atmosfera sarà molto calda, il loro pubblico è un valore aggiunto come il nostro quando giochiamo in casa". I 221 centimetri valgono a Cuccarolo la palma di atleta più alto del campionato: "Quello che mi pesa è che dovrei sempre giocare come ho fatto con Cantù, ma purtroppo solo a volte riesco a esprimere la cattiveria sportiva tipica di chi è sempre concentrato sulle cose da fare".
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