“Carraretto segna sempre da tre”, il coro dei tifosi fortitudine è eloquente e testimonia il buon impatto dell’ex Siena.
“Sinceramente era una partita con tanti interrogativi anche per me, avendo lavorato solo venerdì, era difficile pensare che mi sarei inserito subito così bene - confida Marco - nel gruppo. Ringrazio tutti i miei compagni. Qui ci sono buoni giocatori: mi hanno subito colpito molto Montano e Raucci”.
Buona la prima quindi, anche se la strada da fare è ancora tanta: “Questa Fortitudo ha tante armi per mettere in difficoltà chiunque. Sono qui per essere d’aiuto alla squadra e per vincere, questo è lo spirito che metto sempre in campo. Siamo solo all’inizio, c’è tanto da lavorare. Domenica sono stati chinati due schemi che non conoscevo e lì sono stati bravi i miei compagni a dirmi dove seri dovuto andare”.
Ambizione e voglia di vincere, il palmares del campione è pieno zeppo, ma la voglia è ancora intatta: “Cento? Gli scontri al vertice sono quelli che ti danno maggiore entusiasmo e adrenalina. Il nostro pubblico non si farà pregare, sarà una cornice bellissima. Qui c’è la stessa atmosfera che sentivo quando affrontavo la Fortitudo ai vertici da avversario: è una condizione che ti spinge a dare ancora di più”.
Dopo Forlì, la Fortitudo rappresenta l’occasione perfetta per riscattarsi: “Ho vissuto momenti difficili: certi personaggi non hanno tenuto fede ai propri doveri. In famiglia sono l’unico a percepire uno stipendio, con una bimba è dura. Sono contento di essere arrivato in una piazza importante, mi rimbocco le maniche e vado avanti”.
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