Questa mattina in conferenza stampa, Marco Calamai, l’uomo che ha contribuito insieme ad Anconetani a far ripartire la Fortitudo, ha esordito così: “Dato che in questa città si fa sempre confusione sia sulle cose dette che su quelle non dette voglio partire facendo chiarezza. In qualunque parte del mondo una squadra che in 8 mesi riesce partendo dal nulla, ad avere una collocazione in DNB, 3000 abbonati, secondo posto in classifica, stipendi pagati regolarmente e cinque ottime squadre giovanili, sarebbe portata come esempio da imitare. Ma questo a Bologna non accade; è altrettanto vero che in nessun altro posto una squadra di quarta categoria potrebbe avere questo impatto mediatico e questo seguito di spettatori. Sono da sempre abituato ad analizzare i miei errori: il primo è stato quello di non aver lasciato a settembre, ma chi mi conosce sa che vivo di entusiasmo e che amo le sfide. Erano anni che non partecipavo alla costruzione di una squadra e ho amato questo gruppo come se lo dovessi allenare e questo è stato un altro errore. Se però qualcuno ha pensato che il mio intento iniziale fosse quello di mettermi alla guida tecnica della squadra si è sbagliato di grosso. Un ulteriore errore l’ho commesso, sull’onda dell’entusiasmo, quando non ho ricordato a tempo debito che i presupposti iniziali di questo progetto erano di tornare ad esistere, di essere presenti in un campionato nazionale e non quelli di vincere il campionato. Avrei dovuto sottolineare che non giochiamo di certo per perdere, ma che è dura vincere se gli altri sono meglio. E’ vero, certe partite non le ho digerite e forse sono intervenuto troppo presto, ma questo fa parte del mio carattere”.

Il garante della Fortitudo è stato, soprattutto recentemente, attaccato duramente dalla Fossa: ”Penso che i tifosi di questa società abbiamo nel corso degli ultimi anni avuto ferite profonde e il dolore causato credo abbia fatto alterare la visione della realtà. Ciò non toglie che non posso dimenticare l’aiuto che i tifosi ci hanno dato questa estate e la fiducia dataci al ‘buio’ per amore della F. Detto questo, ho deciso di fare un lungo passo indietro, non c’è stato un episodio preciso che mi abbia fatto prendere questa decisione, già a Maggio avevo affermato che il mio incarico sarebbe stato a tempo determinato per miei impegni extra cestistici e, a fronte di tutta una serie di situazioni difficili esplose in modo repentino, ho pensato che questo fosse il momento giusto per lasciare. Vado via dispiaciuto, ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa per la Fortitudo che amo follemente e sapendo che la situazione è sana e gestibile. Voglio ringraziare la federazione regionale e nazionale, i tifosi, gli sponsor e la stampa. Adesso, forza Dante! Questa società ora ha le gambe per camminare e camminare con dignità”.

Infine il presidente Anconetani ha puntualizzato alcune cose:” Il problema è che tutti voi pensate che il presidente sia lui; io sono arrivato qui da Pavia e sarò riconoscente a Marco per sempre, ma il presidente sono io; forse il suo unico errore è stato quello di non aver sempre rispettato i ruoli”.

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