Entra oggi nell a Hall of Fame del basket italiano l'ex coach virtussino Alberto Bucci. Premiato dal suo grande amico Carlo Ancelotti, Bucci ha rilasciato una intervista al Resto del Carlino in cui ripercorre alcune tappe della sua carriera: "Mi è arrivato un messaggio da Danilovic - ha affermato Bucci - mi sono emozionato. Non era un campione difficile da gestire, anzi, voleva solo vincere; è stato facilissimo". Un altro a scrivergli è stato Ettore Messina: "Porelli mi diede la possibilità di scegliere gli assistenti, volli Ettore come vice e Grandi come preparatore. Messina ora è San Antonio". Un Bucci che da sempre lotta con grande ardore contro le vicissitudini che la vita gli pone davanti: "Ho cominciato a lottare a sei mesi con la mia gamba. Ai miei ragazzi ho sempre detto che prima di tutto bisogna essere capaci di battere se stessi. Lotto anche con quel doso che prova a battermi, ma faccio la chemio, a fine aprile avrò i risultati degli esami; penso positivo". Ci sono poi i successi, gli scudetti, tutti belli: "I trionfi sono tutti fantastici, quello della stella mi è rimasto nel cuore. Ora nel basket manca identità, tutti giocano alla stessa maniera con un pick 'n roll esasperato. Sono cresciuto con Peterson, Gamba e Nikolic". Poi c'è, appunto, la Hall of Fame: "Sono felice, un giorno si ricorderanno di me, mi premierà Ancelotti che è il mio fratello più piccolo. Lo conobbi a Reggio Emilia, è un grande e a chi dice che è troppo buono ricordo che per imporsi non serve urlare".
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