Marco Belinelli, dopo aver vinto a giugno il titolo Nba, ha debuttato alla prima in campionato davanti al pubblico di casa, partecipando anche alla consegna degli anelli durante l'intervallo. L'emozione è unica: "Ho rischiato di mettermi a piangere - ammette il Beli al Corriere di Bologna - ho avuto l'anello in mano cinque minuti e non ho fatto altro che ammirarlo. Poi l'arena era piena come in finale". Ora l'avventura prosegue, si cercherà il repeat: "Dobbiamo azzerare tutto, da un lato c'è ancora soddisfazione ma ora è necessario rifare tutto da zero. Tra l'altro ora tutte vorranno batterci. La preseason ha visto qualche infortunio di troppo, non siamo al completo e non possiamo rendere come ai playoffs ora". La carta in più è comunque Popovich: "Quando parla ho la pelle d'oca, ci ha fatto vedere un filmato con i momenti più belli del nostro playoff, anche quando Pop mi accarezza durante uno stretching. Poi ci ha messo in fila davanti agli stendardi che raffigurano le nostre vittorie e ha chiesto ai veterani di ricordare quello che l'anno successivo andò storto. Il messaggio è chiaro: bisogna rimanere sul pezzo". Quest'anno poi è arrivato Ettore Messina: "Si è inserito benissimo, ha portato la sua leadership e la sua capacità di vincere. Finalmente ce l'ho come coach, perché alla Virtus ero un ragazzino ed è importante perché parliamo in italiano. Se ho bisogno di qualcosa posso contare su di lui". Infine, uno sguardo al futuro: "Vorrei essere ancora più importante per la squadra, quest'anno sono più esperto e posso essere più completo e migliorare in difesa. Non vorrei muovermi da qui, sto da Dio, spero ci siano i presupposti per restare anche se nella mia carriera ho capito che non si sa mai. Ne parleremo a gennaio".

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