Se lo aspettava, coach Vandoni: “Lugo è una buona squadra, non è una novità. Sono state inseriti tra le squadre più temibili della categoria e questa sera ce ne siamo accorti”. Analisi semplice ma concreta, quella del coach Fortitudo, che ha visto la sua squadra cadere sotto i colpi di una Lugo fin troppo efficace dalla lunga distanza. Il 9/12 a fine primo tempo dall'arco dei 6,75 ha scavato il solco, e la Fortitudo è rimasta a guardare i padroni di casa che scappavano anche sul +16: “Quando nella ripresa ho proposto la zona-press siamo andati un po' meglio, ma i problemi sono rimasti. Sono una squadra totalmente diversa da noi e avevamo problemi di accoppiamento. Portavano i nostri lunghi lontano da canestro e in questo modo creavano degli spazi interni per trovare canestri facili.” Il coach ha poi sottolineato quanto è pesata l'assenza di Valentini e l'uso limitato di Samoggia: “Mi ripeto, avevo le rotazioni corte e mi è mancato il giocatore che avrebbe dovuto fare da collante. Mancin ha giocato poco perchè non era funzionale alla situazione”.
Una Fortitudo che, dunque, parte con il freno a mano tirato ma che, a detta del suo allenatore, ha comunque giocato una gara di intensità e di agonismo. Ma non è stato abbastanza, perchè i 27 punti di Villani e i 24 di Ruini, hanno permesso ai padroni di casa di vincere la gara. Solo verso il finale i romagnoli si sono trovati in difficoltà, nel momento in cui Davide Lamma ha guidato i biancoblù ad un parziale di 13-0 che, dal 70-54 ha permesso alla Fortitudo di arrivare a -3. Ma è stato in quel momento, quando tutto faceva pensare ad una rimonta clamorosa, che Ruini ha trovato dall'angolo una tripla di importanza capitale che ha spinto Lugo sul +6 e a quaranta secondi dalla fine ha chiuso la gara.
Tra i biancoblù si è visto qualcosa di buono e qualcosa che invece andrà analizzato in settimana con attenzione. Bene l'impatto di Lamma e Montano, che hanno messo qualità e quantità a servizio dei compagni. Il capitano si è caricato la squadra sulle spalle nel secondo tempo e l'ha guidata alla rimonta: ha giocato 37 minuti e segnato 23 punti, ma a 38 anni non gli si potrà chiedere di fare così tutte le settimane. Servirà una mano, soprattutto dagli esterni. Mano che non è arrivata da Gennaro Sorrentino, che si è confermato (purtroppo) il giocatore visto nel finale della scorsa stagione: confusionario e accentratore, ha cercato di risolvere la partita da solo quando in realtà non è mai stata la sua serata. Dovrà essere bravo coach Vandoni a cambiare la sua mentalità, in modo che vengano sfruttate le sue qualità e non si rischi di perdere mentalmente un giocatore che, potenzialmente, in questa categoria potrebbe essere devastante.
È solo l'inizio di una stagione che, come abbiamo avuto modo di constatare lo scorso anno, sarà lunga e molto difficile. Non ha senso fare proclami e disperarsi dopo la prima sconfitta: sono stati fatti degli errori e andranno riviste diverse cose sia per quanto riguarda la fase difensiva (troppi tiri concessi da fuori, e area che in certe situazioni è sembrata fin troppo facile da penetrare) sia quella offensiva (perchè non sfruttare un centro di peso e stazza come Iannilli che sotto le plance può spostare gli equilibri? Ieri sera lo si è fatto fin troppo poco). E poi c'è da chiedersi come la Fortitudo, squadra potenzialmente creata per vincere il campionato, debba adeguarsi alle avversarie e non accada il contrario. Poco importa se si giocava fuori casa (fino a che punto, poi, visto che il Pala Ruggi di Imola era per lo più a tinte biancoblù?), se mancava Valentini e se Samoggia non era al top della condizione. Per come è stata pensata, e per l'ambizione che Vandoni ha espresso a più riprese durante l'estate, la Fortitudo è una delle big del campionato: e una big non dovrebbe avere problemi di adattamento e adeguarsi per tre quarti al gioco dell'avversaria.
Ci sarà modo di ragionare, ma nel frattempo una menzione di merito va fatta nei confronti dei tifosi che anche ieri sera non hanno fatto mancare il loro appoggio. I 2000 e passa abbonamenti che sono stati fatti, e le tante persone che hanno seguito la squadra ieri sera, sono la dimostrazione di una prova d'affetto che non mancherà mai. Starà ai giocatori, dopo il non convincente esordio, ringraziare in maniera adeguata i supporters con una gara diversa domenica prossima al Paladozza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA