Una Virtus troppo brutta per essere vera esce sconfitta da Reggio Emilia. Era la partita del riscatto per entrambe le compagini, reduci da prestazioni alquanto negative nell'ultimo turno.
LA PARTITA. La Virtus sembra non essere scesa in campo al PalaBigi, ha sbagliato ancora una volta l'approccio alla partita e, come contro Venezia, è stata troppo discontinua nei quaranta minuti di gioco. Non rispettate, dunque le indicazioni di Bechi, che oltre alla continuità, aveva chiesto aggressività e difesa. Emblematica l'azione sbagliata in contropiede da Gaddefors che alza uno strano alley-oop a Motum, esito: palla recuperata dalla difesa reggiana che, nel frattempo era rientrata. Ma questa è solo una delle tante azioni in cui la Virtus ha prodotto attacchi confusi, con tiri forzati e sconclusionati. L'unico terminale offensivo della Virtus è stato Jordan, che ha ampiamente riscattato la prova negativa contro Venezia. Ancora una volta la difesa non ha funzionato, basti pensare che James White nel solo primo quarto aveva messo a segno 11 punti. White e Troy Bell sono stati devastanti, certo non era molto difficile contro una Virtus così, ma anche da loro, come da Jordan e King per la Virtus, si aspettavano risposte. Certo la Virtus ci ha provato a rientrare in partita, ma ogni volta la Grissin Bon ha dato l'impressione di poter controllare tranquillamente la gara, ricacciando indietro la Granarolo. MVP. Difficile trovare un Mvp dopo una partita del genere, sicuramente però, vanno premiati White, che sembra tornato "The flight" e Troy Bell. Autentico show del numero 4 reggiano, che alla fine mette a segno 27 punti in 31 minuti. Per quanto riguarda Bell, nei giorni scorsi vi avevamo parlato della possibilità che partisse da sesto uomo, ma coach Menetti ha sorpreso tutti, facendolo partire nello starting five. Bell ha ripagato pienamente la fiducia: doppia doppia da 25 punti e 10 rimbalzi, ha fatto divertite parecchio il pubblico del Pala Bigi, e sembra aver ritrovato quel tiro da tre che in Italia, e non solo, più di una volta era stato una sentenza.
COSA NON VA. Ancora una volta a rimbalzo, si è assistito alla stessa scena vista con Venezia, con Reggio Emilia che ha conquistato per due volte il rimbalzo, questa volta però niente tripla subita come quella di Vitali. La cosa che deve preoccupare di più coach Bechi è che la sua squadra a 4 minuti dal termine sembrava già sotto la doccia, questa volta la Virtus ha mollato anzi tempo, mentre nelle altre sfide aveva lottato fino alla fine senza mollare mai. Per quanto riguarda il roster, un'altra prestazione anonima di King, in campo solo 6 minuti.
JORDAN. Menzione speciale per il centro della Virtus, a tratti immarcabile, i suoi centimetri hanno pesato e non poco. Alla fine il tabellino dice 24 in 33 minuti, bravo a riscattarsi dopo Venezia, l'atteggiamento è quello giusto, speriamo continui così.
L'EPISODIO. Matt Walsh sostituito, ma si vede chiaramente che non ha voglio di uscire, è questo l'atteggiamento giusto: voglia di giocare, voglia di trascinare la sua squadra e soprattutto non mollare mai fino alla sirena finale. Sta studiando da leader, in una Virtus, che in campo, sembra averne proprio bisogno.
IL PUBBLICO. Come nell'analisi della partita contro Venezia, merita una menzione particolare il pubblico, questa volta di Reggio Emilia. Un Pala Bigi tutto esaurito, sta diventando sempre più un fattore per la Grissin Bon, ancora imbattuta in casa. Un clima degno della Serie A. Basti guardare il tweet di Troy Bell a fine partita per capirlo: "The Fans were great as usual! (I tifosi sono stati fantastici come sempre!)
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