Una settimana fa questa scheda sarebbe stata dedicata al Sassuolo di Malesani ma oggi, dopo il ritorno in carica di Di Francesco, le cose potrebbero essere cambiate parecchio visto che la squadra potrebbe tornare a schierarsi secondo il 4-3-3 abbandonando un 3-5-2 comunque già intravisto anche nella prima parte della stagione. Evitando di parlare dell'equivoco tecnico legato ad allenare una squadra profondamente modificata rispetto a quella avuta fino a gennaio, resta evidente che Di Francesco abbia bisogno di un minimo di rodaggio per provare a riprendere in mano la situazione e che per farlo si possa affidare ai giocatori che conosce di più e che hanno iniziato con lui l'anno. Ipotizzando quindi un ritorno al 4-3-3, davanti a Pegolo potrebbero ritrovare il posto Longhi e Gazzola come terzini ai lati di una coppia formata da Manfredini e Cannavaro con uno tra Bianco e Antei pronti a fare concorrenza al secondo. Il terzetto di centrocampo invece potrebbe vedere per il momento accantonati i nuovi arrivati Brighi e Biondini in favore di un recupero dell'apprezzato Chibsah e del giovane Marrone (lanciato proprio in occasione di Sassuolo-Bologna) a guardare i fianchi di capitan Magnanelli. Bisogna in questo caso segnalare che Di Francesco si troverà privo di un uomo come Kurtic che non ha del tutto convinto ma che comunque aveva un conquistato un ottimo minutaggio prima di essere ceduto al Torino. Il vero rebus però riguarda l'attacco, reparto in cui il Sassuolo è stato completamente rivoluzionato durante il mercato di gennaio aumentando esponenzialmente il numero di possibili titolari in lotta per una maglia. Paradossalmente però in un possibile tridente gli unici in grado di ricoprire il ruolo di esterno sinistro sono Ziegler e Sansone mentre invece per le altre due maglie sono in ballottaggio Zaza, Berardi, Floro Flores e Floccari. I primi due sono stati tra le principali vittime sacrificali della gestione Malesani e pertanto potrebbero trovare nel ritorno di Di Francesco la loro occasione di riscatto anche se le logiche societarie potrebbero indurre il "nuovo" tecnico a non ignorare i nuovi e costosi acquisti di gennaio. Potenzialmente quindi l'allenatore si trova alla guida di una situazione ancora più pericolosa di quella lasciata circa un mese fa con dinamiche interne tutte da verificare.

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