Stavolta non saranno le scelte del Bologna a rendere incerta la lettura tattica dell'incontro quando piuttosto quelle di Mazzarri. Il tecnico rossoblù Ballardini infatti si è ormai convinto a ritornare al 3-5-1-1 dei suoi esordi di gennaio mentre invece il collega nerazzurro potrebbe cambiare qualcosa a livello di uomini nel classico 3-5-2 o anche scegliere un più spregiudicato 3-4-2-1. Il Bologna evidentemente andrà a Milano per cercare di chiudersi e strappare almeno un pareggio per 0-0 e in tal caso è evidente che l'utilizzo di cinque uomini in linea da parte di Mazzarri aiuterebbe gli emiliani che avrebbero vita facile nel chiudere gli spazi in orizzontale grazie alla densità numerica, dovendosi così preoccupare soprattutto di mantenere le giuste distanze tra le linee. L'Inter infatti è squadra micidiale se lasciata libera di agire in contropiede affrontando difese aperte e sbilanciate, ma fa decisamente meno paura se costretta a far girare la palla contro una squadra chiusa e compatta. L'assenza di Jonathan poi rederà sicuramente molto meno pericolosa la fascia destra nerazzurra dove agirà probabilmente l'adattato D'Ambrosio che potrebbe anzi subire le iniziative di Morleo in combinazione con l'interno di settore Christodoulopoulos. L'uomo decisivo per il Bologna però sarà il rientrante Kone, chiamato ad interpretare nel migliore dei modi il ruolo di trequartista, che dovrà essere abile nel fare la spola tra centrocampo ed attacco per dare la superiorità numerica ai compagni di mediana ma non lasciare neanche mai solo Cristaldo. L'attaccante argentino dovrà muoversi continuamente lungo la linea di difesa dell'Inter non concedendo punti di riferimento e approfittando di ogni minima disattenzione per sfruttare la lentezza dei tre centrali di Mazzarri che sono insuperabili nei palloni alti ma in difficoltà sugli scambi rapidi palla a terra. Anche il terzetto difensivo di Ballardini però dovrà mantenere altissima la concentrazione soprattutto per evitare di subire i continui tagli di Palacio. Potrebbe essere infine determinante saper sfruttare al meglio anche le energie nel corso della gara per impostare fasi di pressing altissimo in grado di indurre all'errore i nerazzurri che hanno proprio nella mancanza di continuità di concentrazione una delle loro maggiori pecche.

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