Bologna-Atalanta potrebbe riassumersi come una sfida tra i mille dubbi di Ballardini e le solite certezze di Colantuono. Il primo nelle ultime settimane ha sconfessato la sua prima versione del Bologna per andare a caccia del gol mentre invece il secondo ormai sa di poter contare sull'applicazione dei suoi uomini ad un modulo che sentono cucito addosso. Mai come oggi, la scelta del modulo iniziale e dei giusti interpreti da parte del tecnico felsineo farà assolutamente la differenza in entrambe le fasi di gioco. Partiamo dal punto di forza dell'Atalanta ovvero dalla fascia sinistra. Lì agisce Bonaventura e in genere si allarga anche il trequartista che oggi non sarà Moralez ma De Luca, pronto non solo a scambiarsi di ruolo con il compagno ma anche a fornire assistenza per una triangolazione che coinvolga anche il terzino Del Grosso. Per il Bologna allora sarebbe meglio presentarsi con un 3-5-2 in cui Garics cerchi di stare abbastanza alto da non far collassare la squadra, supportato da un centrale di gamba come Antonsson e dal lavoro infaticabile di Perez come interno di settore. Creata una sorta di gabbia a destra, Ballardini dovrebbe invece puntare a spingere dalla parte opposta scegliendo l'uomo con maggiore gamba tra Morleo e Cech che, con la garanzia di Cherubin o Mantovani alle spalle e l'aiuto di Christodoulopoulos sull'interno, possa salire con continuità cercando la sfida con Estigarribia (o Raimondi) e Nica che formano una catena con doti decisamente offensive. Sfide singole invece a centrocampo e in difesa con Krhin chiamato a dare il massimo per limitare Cigarini (meglio se dovesse essere scelto Baselli) e Natali a seguire come un'ombra Denis sfruttando il fisico e l'esperienza per vincere il duello. In attacco poi il Bologna deve per forza rinunciare all'esperimento fallimentare del doppio centravanti per schierare almeno una punta di movimento come Cristaldo in grado di aprire spazi al compagno di reparto e mettere in crisi i lenti centrali dell'Atalanta con inserimenti e tagli. Se poi Kone fosse in grado di scendere in campo allora potrebbe essere affascinante anche l'ipotesi di schierare proprio il greco come finta prima punta per formare una coppia di attaccanti estremamente mobile che possa davvero impensierire Yepes e Stendardo. Ballardini quindi deve giocarsi al meglio le sue carte modellando la formazione sull'avversario che si troverà di fronte per limitarne i punti di forza e sfruttarne quelli di debolezza.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti