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Contro una grande, davanti alla nostra gente, è arrivato il momento di smettere di parlare con i “se” e con i “quasi”. Basta con le analisi dei pali colpiti o dei rigori dubbi. Serve una fuga da quello che ormai è l'inferno per i rossoblù, serve il cinismo di chi non vuole solo accontentarsi, serve riscrivere la storia recente di questo stadio. Bologna ha fame, e il piatto non può restare vuoto ancora per molto. Quel 9 novembre deve smettere di essere un ricordo e diventare solo l’ultima fermata prima della ripartenza. Perché il calcio sotto le Due Torri è una cosa seria.

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