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La squadra non domina più il gioco e non attacca con la solita convinzione, mostrandosi invece fragile, costretta a subire l'iniziativa avversaria e a rincorrere a vuoto: il Bologna ha paura. È come se il peso degli infortuni e un calendario saturo avessero presentato il conto tutto in una volta. In questo scenario, la trasferta di Como assume i contorni di una sfida drammatica. La squadra lombarda oggi spaventa proprio perché ricorda, per entusiasmo e freschezza, quel Bologna che correva verso la Champions League. Un'eventuale sconfitta porterebbe i rossoblù a dieci punti di distanza dal sesto posto, facendoli scivolare in decima posizione e distruggendo il morale del gruppo. I rossoblù non possono permettersi un simile tracollo, anche perché la speranza del calcio italiano di confermare sette squadre nelle competizioni europee deve necessariamente passare per la rinascita del Bologna stesso.

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