Dove andremo a finire?

Bologna spaccata e divisa, un confronto equilibrato è impossibile, ma il Bologna dovrà chiarirsi le idee: dove vuole arrivare?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Appiattimento

Confrontarsi e sporcarsi un po’ le mani con le opinioni altrui dovrebbe invece portare ad una stimolante crescita generale, che non deve avere un vincitore – a meno che non ci sia una proprietà a rischio fallimento o con andazzi simili a ciò che purtroppo abbiamo visto in passato – e nemmeno un vinto – a ogni vittoria scatta la frase ‘e ora i maigoduti che dicono?’ – perché non sarà mai una vittoria o una sconfitta a delineare un trionfatore e un vinto ma sempre un percorso da seguire e un obiettivo da perseguire. Il Bologna di oggi non è perfetto, tende anzi ad appiattirsi dopo le prime scintille (partenza a razzo di Donadoni, partenza a razzo di Mihajlovic), e dall’altro lato naviga in un calcio difficile in condizioni normali, troppa la differenza di ricchezza tra le big e le altre, figuriamoci ora con il Covid che morde tutti e non fa altro che cementare la superiorità dello status creato negli ultimi 40 anni (in cui il Bologna grande non è quasi mai stato).

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