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Del Bologna visto stasera al Dall'Ara resta dunque la sensazione di tristezza e smarrimento, la cocente delusione per essere passati dalle stelle all'anonimato, dalla Champions alla mesta metà classifica, dai complimenti all'indifferenza. Ma siamo solo a febbraio e non si può continuare così fino a fine stagione, senza reagire, senza dare alla piazza il minimo sindacale che vorrebbe dire impegno e sudore per la maglia. Febbraio era un mese decisivo per i tre fronti, ma uno è già andato e non vorremmo ritrovarci senza pure gli altri due. Sono certo parole dettate dal momento, ma sicuramente più sincere di chi continua a spargere miele. Ci sono due coppe da giocare e il sostegno del pubblico sarà basilare, ma tocca anche al Bologna darsi da fare e riconquistarsi fiducia e crediti. Magari a maggio festeggeremo tutti quanti un'altra coppa, ma negare il momento e la difficoltà vuol dire non fare il bene della squadra e della piazza, nascondendo ciò che è lampante e, stasera, indifendibile. Si può ancora costruire qualcosa di buono tra Coppa Italia ed Europa League, facendo ampio uso dell'ottimismo, ma non si può certo arrivare a fine stagione con prestazioni di questo tipo. Se è un incubo, svegliateci presto.

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