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Insomma, l'andata degli ottavi sembra restituire alla piazza una squadra diversa - di nuovo energica, sicuramente più attenta su tante situazioni e punita oltremodo rispetto ai propri eventuali demeriti - e che può provare ad andare avanti in Europa e fare come la Fiorentina 2015, che eliminò agli ottavi proprio la Roma pareggiando uno a uno all'andata in casa e vincendo zero a tre al ritorno. Corsi e ricorsi storici, se qualcuno ancora ci crede. Bene in tanti, quasi tutti, compreso Casale, che si è trovato di fronte lo spauracchio Malen, anche Ferguson, di nuovo intenso, poi soprattutto gli avanti, che hanno dimostrato di essere talentuosi e reattivi, con Rowe e Bernardeschi migliori in campo. Fatto sta che oggi il Bologna è tornato più simile alla sua miglior versione, quella che tanto ci aveva fatto sognare, fornendo a tutti la sensazione che sì: si può fare. Tra sette giorni la prova del nove.

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