Vanno subito richiusi nel ripostiglio i 'se' del caso. 'Se fossimo stati questi anche prima', 'se non fossimo crollati in inverno', ecc. Tutti discorsi aleatori, che riguardano un passato che non si può cambiare e che riportano al famoso detto 'se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato una cariola'. Quello che conta sono i prossimi sette giorni, ovvero tutto quello che è ancora controllabile. Le vibrazioni dei 27mila del Dall'Ara sono state di quelle belle e intense, a trascinare una squadra che ha risposto presente e dato segnali di vita dopo un periodo buio: è quello che serve per cercare l'impresa. La versione del Bologna recente non sarebbe andata da nessuna parte, quella di oggi potrebbe invece andar lontano. A patto che continui. Tra sette giorni non ci saranno i trentamila di maggio, ma i tremila si faranno ugualmente sentire, e il mood con cui bisognerà andare nella capitale dovrà essere lo stesso di allora, per rispondere al calore del pubblico infuocato di un Olimpico richiamato anche oggi da Gasperini. Ecco, non si è ben capito perché a un certo punto in conferenza stampa abbia detto 'a Roma certe cose non passeranno', forse riferito al metro arbitrale molto permissivo di Jablonski, che in realtà ha favorito certamente N'Dicka e non Castro...
lo spunto

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