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Non ha tutti i torti Italiano quando dice che per settanta minuti i suoi avevano fatto dignitosamente una buona partita, nonostante la sbornia di Roma e la fatica, ma quando si presenta l'occasione, proprio per l'inopinato trend casalingo del 2026, non puoi non curarla e sfruttarla con la massima attenzione. Scegliere di dare fiducia al giocatore in crisi per rianimarlo non si confà all'attuale situazione della squadra, che aveva l'assoluto obbligo di porre fine alle scorribande avversarie al Dall'Ara, e il momento imponeva di mandare sul dischetto la soluzione più certa e non quella più incognita. Sono quegli errori determinanti che costano le partite, anche se dettati dall'affetto e la stima verso un giocatore che avrebbe bisogno di fiducia. Le otto sconfitte in dieci gare non sono certo figlie delle difficoltà del solo Orsolini, ma la decisione di oggi avrà l'effetto opposto di quanto sperato e nel calcio il sentimentalismo va messo da parte: le prossime due settimane per lui saranno un salasso personale, che sarebbe stato evitato con un'altra decisione e un altro esito, dando ulteriore continuità al risultato dell'Olimpico. Vero è che pure il Bologna di Mazzone arrivò nono in campionato e fece sognare in Coppa, ma la sequenza attuale è un po' troppo per essere dimenticata dalle eccellenti prestazioni europee e almeno ogni tanto, qua e là, una vittoria servirebbe. Da oggi, dunque, una cosa è certa: per tornare in Europa servirebbe vincere la coppa...

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