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E' un Bologna spompato, e forse spolpato, da una stagione logorante ma anche dalle troppe cessioni estive, perché le plusvalenze vanno certamente bene ed è un meccanismo utile per le dimensioni di una società media che prova a diventare grande, però a un certo punto non bisogna abusarne perché i Calafiori, Beukema, Zirkzee e Ndoye facevano oltremodo la differenza e oggi si vedono i crismi di un calo che non sappiamo come e quando verrà arginato. Viene da chiedersi in che modo il Bologna potrà tornare in Europa dato che quasi certamente la stagione finirà sotto i sessanta punti, che è la quota minima per provare a pensarci. Le parole di Italiano nel post partita lasciano intendere un finale già scritto, in cui gli obiettivi non esistono più in un lento trascinarsi verso maggio e le vacanze. In sostanza, non si vede l'ora di chiudere la stagione lavorativa, una sensazione che pensavamo di aver abbandonato diversi anni fa e in epoche precedenti. Quelle delle salvezze tranquille.

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