© RIPRODUZIONE RISERVATA
In queste condizioni, dunque, la sensazione di un imminente fine ciclo è ormai lampante. Le idee dell'allenatore si scontrano con i risultati e i gol presi in sequenza in campo aperto, poi questa crisi acuta rende difficile prospettare un matrimonio a lungo termine, nonostante il contratto in essere per il prossimo anno, anche perché all'orizzonte non si vedono le contromosse necessarie per dare alla squadra maggior equilibrio. Gli ultimi due mesi del Bologna sarebbero da rivoluzione senza se e senza ma, per dare una sferzata, una nuova inerzia, invece i crediti accumulati hanno portato a decisioni più miti e il trend si è consolidato. In ogni caso, in estate, un ragionamento profondo da entrambe le parti andrà a fatto, a meno che il crollo non diventi sempre più verticale di quanto già lo sia, finanche mettendo a repentaglio la permanenza nella categoria. Allora no, servirebbe agire finché si è in tempo. Non ci vogliamo pensare. Resta dunque la delusione di un sogno svanito, di una gloria eterna che l'autunno ci aveva fatto assaporare ma che questo inverno rigido ha distrutto come il ghiaccio fa con i raccolti. E' un gran peccato rientrare nei ranghi ed essere considerati, dagli avversari, la meteora che ha lasciato una scia in cielo per poi eclissarsi negli abissi dell'universo.

/www.tuttobolognaweb.it/assets/uploads/202305/366e973f006a3ce7fe18a0f8defc170d.jpg)
/www.tuttobolognaweb.it/assets/uploads/202408/84f5c29a9e35e955a54bb2345784c9b7.png)