Non solo per la partita e il risultato. Quel match del 16 marzo è stato forse il punto più alto della qualità del gioco impressa da mister Vincenzo Italiano, con una prova corale perfetta per pressing, ritmo, intensità e utilizzo del pallone, e il voto è non solo per quella straordinaria produzione di gol e spettacolo, ma proprio per il quinto gol, che ancora oggi, per sequenza di passaggi, intuizioni, giocate, vale il prezzo di qualsiasi biglietto. Una girandola ravvicinata di passaggi sulla fascia destra, quasi da Harlem Globe Trotters del calcio, poi la palla dentro per l'inserimento del solito Fabbian. Non sono riuscito a fare altro che mettermi le mani alla testa in tribuna stampa: non mi sono uscite altre parole di bocca se non lo stupore per un'azione da galacticos.
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