Norvegia, terra di fiordi e paesaggi spettacolari, terra di cibo di qualità tra balene e renne, ma terra anche di patate. Nel senso dei campi. Se le montagne innevate e il Mar del Nord hanno reso suggestiva questa trasferta, il rettangolo marrone del Brann Stadion ha invece sporcato tutto, togliendo pure allo spettatore neutrale lo spettacolo che meriterebbe un playoff di Europa League. Italiano aveva già capito tutto ieri e lo aveva detto in conferenza stampa, così ha preparato il suo Bologna non a una partita di calcio ma a novanta minuti di lavoro nei campi, là al freddo a sgobbare, senza fronzoli, senza lamentarsi. Non era di certo l'ambiente ideale per una partita di qualità e infatti il Bologna l'ha vinta col colpo del centravanti per poi calarsi nella lotta, nei duelli sulle seconde palle, basando tutto sul pragmatismo per non rischiare in zone pericolose di campo. Per una volta nessuno avrà guardato all'estetica, anche perché l'abito bianco non sarebbe servito a nulla e alla fine avremmo dovuto fare come la pubblicità di una nota marca di detersivi per le lavatrici.
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Fiordi e patate, il Bologna vince con la divisa da lavoro. Ora continuità
Il Bologna sopravvive al freddo e al campo di patate di Bergen, ora ritrovare la continuità autunnale. E con un Castro così...

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