Poi, dall’1 dicembre contro la Cremonese in casa, qualcosa è cambiato. Appena 7 punti ottenuti in casa su 36 disponibili nelle ultime 12 partite, a fronte di 2 vittorie, un pareggio e ben 9 sconfitte. Inspiegabile davvero, anche perché il rendimento in trasferta si è mantenuto su ottimi livelli, con ben 28 punti ottenuti in 17 partite, 8 in più rispetto al rendimento interno. Si era parlato di una crisi durata un paio di mesi tra dicembre e febbraio, ma quando una squadra è in crisi lo è a tutto tondo. Non si può parlare di crisi quando una squadra perde in casa ma vince in trasferta e in Europa League vince o pareggia ovunque. Le 9 sconfitte al Dall’Ara, per questa stagione, pesano come un macigno. Se solo avesse avuto lo stesso rendimento esterno, a questo punto il Bologna avrebbe 56 punti, settimo posto, e ancora in corsa per aggredire altre posizioni. 14 sconfitte totali, a fronte di 6 sconfitte nella gestione Motta e sempre 6 nella gestione Italiano, pur terminando quei 2 campionati con qualche ko di troppo, non digeriti dalla dirigenza a suo tempo.
