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In 120 minuti sono state vissute tutte le emozioni possibili, gioia, orgoglio, imprecazioni, sofferenza, errori, ma è anche il bello del calcio, uno sport inventato dal diavolo e che ogni volta ci fa sentire vivi e appesi a due colori. Spesso fa anche perdere anni di vita e ogni tanto un check cardiologico siamo obbligati a farlo, ma poi sono le serate come questa per cui vale la pena vivere e soffrire. Se il Bologna avesse perso, lo ammetto, il titolo sarebbe stato 'nel modo peggiore', ma ora che siamo tutti ebbri di gioia e ai quarti di finale di Europa League si può dire che la sceneggiatura è stata la migliore possibile. Andare avanti due volte e vincerla la terza al supplementare significa che il destino era dalla nostra parte, che questa partita dove finire di diritto tra quelle che ricorderemo per anni, forse per sempre. Con l'epica dei grandi stadi del calcio. Ora c’è l’Aston Villa, favorita per la vittoria finale. Ma guai a sottovalutare questo Bologna capoccia.

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