Quest'anno più che mai il Palermo è passato per le mani di tanti tecnici diversi e quindi tracciarne un profilo tattico risulta un'ardua impresa. Attualmente alla guida dei rosanero c'è Giuseppe Sannino che aveva iniziato la stagione per poi essere esonerato dopo appena tre partite in cui aveva collezionato un pareggio e due sconfitte. Un mese fa il tecnico è però rientrato in carica e in queste ultime giornate sembra aver trovato nei suoi ragazzi la chiave giusta per tentare una disperata rincorsa alla salvezza. Il risveglio probabilmente si deve più ad un fattore psicologico che ad uno prettamente tattico visto che in estate Sannino aveva puntato sul 4-4-2 mentre invece adesso sta ottenendo buoni risultati con il 3-5-1-1. Non bisogna però meravigliarsi visto che stiamo parlando di uno degli allenatori più preparati d'Italia che ama cambiare la fisionomia delle sue squadre anche durante la stessa partita. Davanti alla porta di Sorrentino si schiera un terzetto in cui Von Bergen e Aronica rappresentano l'esperienza e l'argentino Munoz porta il dinamismo e la rapidità. Ovviamente i due esterni di centrocampo in fase di non possesso palla si abbassano sulla linea di difesa infoltendo il reparto e chiudendo gli spazi utili all'attacco avversario. Sulla destra Morganella è sicuramente più interditore di Dossena che agisce dalla parte opposta, ma in questa stagione lo svizzero ha dimostrato una crescita evidente anche in fase di spinta. I tre interni di centrocampo invece hanno caratteristiche diverse che sembrano complementari: il centrale (Rios o Donati) ha compiti di interdizione pura magari a uomo sul trequartista mentre invece le due mezzali alternano regia (Barreto) e inserimenti offensivi (Kurtic). Il vero uomo in più di questo Palermo però è lo sloveno Ilicic finalmente tornato decisivo grazie alle sue giocate e a cui è stata affidata la chiave di padrone assoluto della trequarti: si tratta di un calciatore sicuramente discontinuo ma che riesce ad essere pericoloso sia se lanciato in progressione che con le conclusioni da lontano. A maggior ragione visto che sembra funzionare alla perfezione la sua intesa con il capitano rosanero Miccoli che ha messo alle spalle i problemi fisici ed è tornato ad inventare grandi giocate per sè e per i compagni. Si tratta quindi di un attacco molto pericoloso che punta tutto sulla tecnica e la rapidità d'esecuzione ma che non garantisce una costante presenza nell'area di rigore avversaria.
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