Bologna-Atalanta, l’amarcord

Bologna-Atalanta, l’amarcord

di Amos Segal

Introduzione

Domenica alle 15:00 il Bologna padrone di casa e l’Atalanta ospite scenderanno in campo per dare inizio ad un incontro che si preannuncia di grande spessore: gli emiliani vogliono dare un seguito alla bella vittoria sul Palermo della scorsa giornata, mentre i lombardi arrivano freschi del nuovo record di ben 25 punti in 13 partite, che li piazza al quinto posto, pari merito con la Lazio.

Ma la società orobica ha anche altre grandi statistiche appuntate come medaglie sul petto: è quella che può vantare il maggior numero di promozioni nella massima serie, dodici, una Coppa Italia (conquistata nel 1963) e, cosa unica nella storia del calcio, il raggiungimento della semifinale di una competizione europea, la Coppa delle Coppe, mentre militava in serie B nella stagione 1987-1988. Ultimo dato, ma non meno importante degli altri, è il soprannome “Regina delle provinciali” per il massimo numero di partecipazioni ai campionati di Serie A tra le squadre non capoluogo di regione, ben 56, che la collocano appunto su tale trono.

Ma l’Atalanta, il cui nome deriva da una figura della mitologia greca e trattasi di una donna dal grande fascino e abilissima cacciatrice, non è solo questo: ha anche uno dei settori giovanili più importanti d’Italia, che ha lanciato campioni del calibro di Scirea, la bandiera Bellini (bergamasco puro, sempre militante con la maglia orobica), Morfeo, Montolivo, Pazzini, Baselli ed anche l’attuale allenatore del Bologna Roberto Donadoni (di Cisano Bergamasco ed ex stella del Milan vincitutto di Sacchi e Capello): tali risultati la inseriscono ai più grandi livelli non solo nazionali, ma anche e soprattutto europei, facendone un gioiello ed un esempio per l’Italia intera.

La maglia nerazzurra è il frutto dell’unione delle due squadre Atalanta e Bergamasca: la prima, fondata nel 1907, può considerarsi la vera società cittadina ed aveva come colori sociali il bianco e il nero, mentre per la seconda (fondata nel 1877) erano il bianco e l’azzurro. Tradizionalmente avversarie, le due società si fusero nel 1920 a causa dei problemi economici che affliggevano la Bergamasca, portando così all’unione dei colori nero e azzurro, anche se la prima maglia ufficiale della nuova società (rinominata Atalanta Bergamasca) era a quarti, con il colore bianco escluso completamente.

L’unione ufficiale tra le due società avvenne il 31 marzo, ma non contentò tutti, specialmente negli ambienti della Bergamasca, che era nata inizialmente come associazione di ginnastica e scherma, dopodichè dedicata al calcio: difatti dopo che fu sancita la nascita del nuovo club, fu fondata in risposta la nuova Unione Sportiva Bergamasca, che però non durerà tanto, finendo col chiudere per sempre alla fine del campionato 1924-1925.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy