Se prima i calci d'angolo e le punizioni laterali erano poco più di una formalità da sbrigare con un colpo di testa a liberare l'area, oggi, per i rossoblù, sono diventati un incubo ad occhi aperti. Nelle ultime gare contro Juventus, Sassuolo e Inter, il Bologna ha incassato ben quattro reti nate da palla ferma. Un’enormità, se pensiamo che, nelle precedenti quattordici giornate, l’unica macchia era stato quel colpo di testa di Camarda a Lecce. È come se fossero venute meno all'unisono quella cattiveria feroce nel corpo a corpo, quell'abilità di saper leggere con largo anticipo i movimenti avversari e quella concentrazione che ti permette di sentire l’uomo prima ancora di vederlo. Ma il problema non finisce qui, perché il calo sembra essere più profondo e generalizzato. Fino alla dodicesima giornata, la difesa di Vincenzo Italiano era un piccolo capolavoro di equilibrio: appena 8 gol subiti, una media da vertice della classe. Poi, il buio improvviso. Nelle ultime cinque partite, il reparto difensivo è finito sotto assedio, incassando ben 9 reti.
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