In occasione di un'intervista per la Gazzetta dello Sport, Walter Sabatini parla della sua esperienza da direttore sportivo di Roma e Bologna

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I colpi dei quali va più fiero

Durante la sua avventura da d.s. nella Roma, Sabatini si è reso protagonista di alcuni colpi di rilievo assoluto

"È stato più difficile lasciare Roma, la tappa più significativa della mia carriera. Lì ho fatto 6 anni, avevo delle responsabilità. Se mi ha pesato? No, caso mai mi ha pesato non averla la Roma, quando sono andato via. Il colpo di cui vado più fiero dal punto di vista aziendale è Marquinhos, che è venuto a 18 anni a fare il titolare. Ma penso anche a Benatia, Castan, Salah. A Bologna direi Arnautovic, fortissimo. In assoluto mi viene in mente Pastore. Non quello visto a Roma, ma quell venuto a Palermo e poi volato a Parigi. Mi fermi qui, altrimenti mi viene un attacco di vanità insopportabile. La vanità va evitata, è pericolosissima e diventa anche patetica".

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