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A gestire questa nuova realtà sarà una società di diritto privato, partecipata al 100% dalla Federazione ma dotata di piena autonomia amministrativa e tecnica. Il budget previsto si aggira tra i 17 e i 18 milioni di euro, finanziati principalmente dalla FIGC e in parte dalle Leghe. La struttura sarà guidata da tre consiglieri d’amministrazione indipendenti e da un direttore tecnico, che avrà il compito di scegliere chi farà parte di questa cerchia ristretta, basandosi esclusivamente sul merito e separando le scelte tecniche dalle influenze politiche dell'AIA. Naturalmente, un cambiamento di questa portata non è privo di ostacoli. La riforma richiede modifiche al regolamento e il consenso del Consiglio Federale. Sebbene si cerchi una soluzione condivisa da club e istituzioni, la Federazione sembra decisa a procedere spedita: l'obiettivo è definire una bozza completa entro un mese, pronti a intervenire anche con decisioni d'autorità se necessario, pur di garantire al calcio italiano un sistema arbitrale più solido, moderno e all'altezza delle sfide attuali già dalla prossima stagione.

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