Tutto Bologna Web News Bologna, corsa contro il tempo per il nuovo stadio: la sfida da 300 milioni verso Euro 2032

Bologna, corsa contro il tempo per il nuovo stadio: la sfida da 300 milioni verso Euro 2032

Redazione TuttoBolognaWeb
Il club rossoblù e il Comune hanno formalizzato la candidatura per un impianto multifunzionale da oltre 30mila posti, ma la partita più delicata resta quella finanziaria: due mesi per trovare le risorse necessarie

Il primo agosto il presidente del Bologna Joey Saputo e il sindaco Matteo Lepore hanno scritto una lettera al ministro per lo Sport Andrea Abodi, comunicando l'avvio di un progetto per la costruzione di un nuovo stadio multifunzionale da oltre 30mila spettatori, requisito necessario per rientrare tra gli impianti candidati a ospitare gli Europei del 2032 (Il Resto del Carlino). Il torneo, che l'Italia condivide con la Turchia, selezionerà cinque stadi per parte, e l'iscrizione bolognese punta proprio a conquistare uno di quei posti. La richiesta è stata formalizzata facendo riferimento al piano d'intervento previsto dal decreto legge del 26 giugno 2025, uno strumento normativo pensato proprio per accompagnare i club italiani nella costruzione di nuovi impianti in vista della manifestazione continentale.

I terreni ci sono già, ora servono le risorse

La parte più semplice del progetto, quella relativa all'individuazione dei terreni, è già stata risolta. Tra le varie opzioni valutate, inclusa l'area di Villa Pallavicini, la scelta è ricaduta sui terreni di proprietà della Fiera di Bologna, non lontano da dove sta sorgendo la Unipol Hall: un'area già classificata per l'edilizia, che ridurrà sensibilmente i tempi burocratici dell'iter autorizzativo. Come sottolineato dallo stesso sindaco Lepore, la zona presenta vantaggi logistici concreti, dalla vicinanza al casello autostradale fino alla fermata ferroviaria già utilizzata per i grandi eventi e al futuro capolinea del tram Michelino-Fiera Nord. Il Comune di Bologna, socio al 30% di Bologna Fiere, ha così trovato un partner naturale per l'operazione.

Il progetto prevede uno stadio con tetto retrattile capace di coprire non solo gli spalti ma l'intero campo, una caratteristica pensata per rendere l'impianto adatto anche a concerti, fiere e altri eventi generatori di reddito oltre alle partite di calcio. Proprio questa natura multifunzionale, però, è il principale ostacolo sul piano economico: secondo le prime indiscrezioni, le risorse individuate finora basterebbero a costruire un impianto pensato per il solo uso calcistico, ma i partner del Bologna, Bologna Fiere in primis, vogliono un progetto capace di generare ricavi su più fronti, il che significa un investimento complessivo che potrebbe sfiorare i 300 milioni di euro.

Due mesi decisivi e il possibile sostegno statale

Il club e il Comune hanno ora circa due mesi di tempo per individuare i finanziatori necessari a completare il quadro economico, con un bivio atteso entro il mese di ottobre. L'iscrizione alla corsa per Euro 2032, formalizzata entro il termine del 31 luglio, potrebbe portare in dote un contributo statale stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro: una cifra che, pur non risolutiva, rappresenterebbe comunque un aiuto concreto nella costruzione del piano finanziario complessivo.

Numeri di questa portata richiedono naturalmente più di una fonte di finanziamento. «In operazioni da 300 milioni il nodo non è solo trovare i soldi, ma garantire i ricavi futuri», commenta Daniele Alfieri, ex giornalista sportivo e oggi Responsabile Media & PR di Casinos.com. «Il modello multifunzionale con la Fiera serve proprio a questo: spalmare il rischio finanziario e far fruttare l'impianto sette giorni su sette, proteggendo il bilancio del club»

Una struttura partecipata, con soci esterni al club, non permetterebbe al Bologna di trattenere tutti i ricavi generati dall'impianto, ma consentirebbe comunque di beneficiare di quelli legati alle attività prettamente calcistiche, offrendo al club rossoblù uno strumento in più per rendere sostenibile il proprio bilancio nel medio periodo. Un modello che diverse società italiane hanno già iniziato a esplorare negli ultimi anni, nel tentativo di ridurre la dipendenza dai soli ricavi da matchday e diritti televisivi.

Il commento di Cazzola: "Tempismo perfetto"

Tra le voci che si sono espresse sul progetto, quella dell'imprenditore bolognese Alfredo Cazzola, che in passato aveva tentato senza successo di rilevare il club, si è distinta per il giudizio netto rilasciato al Resto del Carlino. Cazzola ha definito ideale la proposta e perfetto il tempismo, sottolineando come Saputo non potesse trovare un partner strategico migliore, dal momento che i terreni sono già di proprietà di uno dei soci coinvolti. L'imprenditore ha anche ipotizzato che dietro la lettera d'intenti possano già esserci altre figure pronte ad affiancare Saputo e Bologna Fiere nell'operazione, pur escludendo un proprio coinvolgimento diretto.

Il progetto segna un cambio di passo netto rispetto al passato: per quasi un decennio si era discusso di un possibile restyling del Dall'Ara, ipotesi che il club aveva di fatto abbandonato dopo la pandemia.

Un impianto pensato anche per i tifosi

Al di là dei ricavi e delle strategie societarie, l'aspetto più atteso dai sostenitori rossoblù riguarda la qualità della fruizione: un impianto moderno con copertura completa, servizi adeguati e un comfort che il Dall'Ara, nella sua configurazione attuale, non è più in grado di garantire pienamente, specialmente nelle giornate più calde o piovose della stagione. Restano da sciogliere i nodi economici più complessi, ma il fatto che i terreni siano già individuati e che l'iscrizione a Euro 2032 sia stata formalizzata rappresenta, secondo gli osservatori più vicini alla vicenda, un passo avanti concreto rispetto ai tentativi falliti del passato. Con il club impegnato in parallelo sul fronte del calciomercato estivo e sull'inizio della nuova stagione sotto la guida di Domenico Tedesco, la partita dello stadio si aggiunge a un'estate già densa di impegni per la dirigenza rossoblù, ma resta probabilmente il dossier più importante per il futuro a lungo termine del club.