Inspiegabile, dunque, la scelta iniziale del mister, che al 94' è stato inquadrato intriso di disperazione a grattarsi il capo e a imprecare per un risultato che spegne ogni speranza d'Europa. Stavolta, però, la responsabilità è principalmente sua, perché il Bologna di corto muso, seppur brutto da vedere, aveva trovato la via per riprendersi e su quella occorreva proseguire, indipendentemente dall'avversario. Le ultime della classe qualche spunto ce l'hanno, si era visto anche a Pisa, ma soprattutto i pericoli maggiori sono sempre nati quando il Bologna ha giocato con un attaccante in più; una struttura che proprio non può più essere riproposta. Direte voi che la versione con un mediano a coprire la difesa non era sufficiente per fare grandi imprese, forse in Europa è vero, ma la ghiotta occasione era proprio in campionato e averla cestinata così, oltre ai due mesi di crisi, è una botta che la piazza dovrà riuscire a mandare giù. In questi dieci giorni il Bologna si gioca un pezzo di futuro, non solo nell'immediato ma anche a lungo termine, e l'avvio è stato tragico, con una falsa partenza che compromette l'umore e l'entusiasmo faticosamente ricostruiti.
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