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Adesso si tratta di togliersi di dosso le residue scorie rimaste, ancora evidenti, ma quantomeno c'è la sensazione che la squadra abbia imboccato una strada corretta per risalire la china. Da qui in avanti il tabellone europeo sarà un osso duro e ci saranno da fare diverse imprese per provare ad avanzare, partite che si possono affrontare e vincere solo con coraggio e qualità, atteggiamento e voglia, nell'unico obiettivo rimasto a disposizione. Servirà una versione nettamente migliore rispetto a quella di stasera, ma c'è anche da dire che il Brann, esattamente come il Bodo, era venuto qui con le gambe fresche di una stagione che al nord deve ancora iniziare. E poi, le partite andata e ritorno riservano sempre sorprese, come si è visto sia in Conference che in Europa League. A proposito di coppe, le presenze al Dall'Ara stasera erano ventumila, in un colpo d'occhio di certo non triste e imbarazzante come si è sentito più volte in questi giorni. Sono rimasti vuoti i settori angolari, ovvero quelli più 'sfigati' dove si paga abbastanza e si vede peggio. Nel 1998 contro lo Slavia Praga eravamo in sedici mila e con la promozione per le scuole medie, segno che comunque oggi il pubblico bolognese tende a rispondere presente anche se di fronte non c'è Real Madrid, riconoscendo credito per il lavoro svolto in questi anni. E', dunque, decisamente scorretto e poco elegante prendersela con chi fa due conti in tasca e, per una sera, preferisce guardarla in tv. Dai Bologna, ora tutti ad aspettare il sorteggio. Siamo vivi.

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