lo spunto

Questo regolamento è una Ospina nel fianco

Manuel Minguzzi

Meglio allora parlare del Bologna, tornato gagliardo, fiero di se stesso, bello da vedere anche se ancora tremendamente poco cinico. La squadra ha giocato, messo sotto il Napoli seppur avesse tante assenze, forse decisive, e creato nitide palle gol che puntualmente, come ai bei vecchi tempi, ha sprecato. C'è comunque da dire che i rossoblù tre gol li avevano segnati, due di questi, purtroppo, irregolari. Le note positive sono tante, partendo da un ritrovato Skov Olsen (se fosse sempre questo...), passando per il solito Soriano e da un Palacio ancora in bolla nonostante il ruolo di riserva. Non si può certo dire che il Bologna non abbia messo in campo prestazione, carattere e qualità dopo le difficoltà oggettive di Cagliari. Di fatto è mancato il risultato, che nel calcio è tutto. Ecco, sotto questo aspetto diventa lecito aumentare la rabbia ripensando a questa partita con Tomiyasu e Dijks regolarmente al loro posto, in un contesto comandato in tutto e per tutto ma influenzato da gravi dabbenaggini difensive. Insigne libero appena fuori l'area, Danilo lasciato in campo aperto con Osimhen e De Silvestri a regalare ciò che un giocatore con quell'esperienza non dovrebbe regalare. Resterà ancora una volta il rammarico, ma andrà dimenticato in fretta perché alle viste c'è una importante partita con la Samp, una di quelle che dovrà consentire ai rossoblù di tenere lontana la risalita delle pericolanti. La sconfitta del Toro e il pari del Cagliari, a sto giro, sono risultati che hanno aiutato, ma non è di certo finita qui.

 

 

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